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venerdì, Luglio 12, 2024

Tragedia di Rigopiano, Di Maio e Salvini alla cerimonia in ricordo dei 29 morti

Era il 18 gennaio 2017, quando una valanga travolse l’albergo Rigopiano di Farindola, nel pescarese. Pesantissimo il bilancio: 29 morti, 11 superstiti miracolosamente sopravvissuti dopo essere rimasti ore e ore tra le macerie della struttura sommersa dalla slavina. Erano i giorni della grande emergenza neve e tutto l’Abruzzo soffriva dei disagi dell’isolamento. Nella regione, già sconvolta dal maltempo, la mattina del 18 gennaio si verificarono tre scosse di terremoto di magnitudo importante. All’interno dell’hotel in quel momento c’erano quaranta persone (28 ospiti, di cui quattro bambini e 12 dipendenti), rimasti ‘imprigionati’, dopo che la forte nevicata aveva bloccato la strada che collegava il rifugio col fondovalle: nonostante gli appelli non si era riusciti a trovare una turbina spazzaneve per liberare il percorso. Intorno alle 17 un blocco di neve e detriti si staccò dalla montagna alle spalle del resort, una struttura moderna, realizzata a quota 1.200 metri sul versante pescarese del Gran Sasso. L’albergo fu completamente travolto: la slavina ne sfondò le pareti e lo spostò di circa dieci metri verso valle. A dare l’allarme della valanga, quasi in diretta, fu il cuoco Giampiero Parete, che, nell’auto fuori dalla hall, vide la valanga abbattersi sull’hotel e riuscì ad avvisare al telefono il suo datore di lavoro Quintino Marcella. Nell’albergo c’erano anche la moglie e i due figli di Parete, tra gli 11 superstiti. Marcella si attaccò al telefono per chiamare i soccorsi, ma per tanto, troppo tempo nessuno volle credere alle sue parole: la colonna dei soccorsi partì solo tra le 19.30 e le 20.00 e ci vollero ore per raggiungere l’albergo. I primi sopravvissuti vennero trovati solo dopo 30 ore, mentre ci vollero 62 ore per estrarre vivo l’ultimo degli 11 superstiti della tragedia.
I primi ad arrivare sono stati alcuni parenti delle vittime, arrivati di buon’ora nei pressi delle rovine dell’hotel di Rigopiano dove il 18 gennaio 2017 una valanga travolse il resort e uccise 29 persone. Hanno parcheggiato poco sopra le macerie. Tutto intorno Forze dell’Ordine e Soccorso Alpino pronti ad organizzare il traffico previsto delle auto e di coloro che parteciperanno alla cerimonia. Folla di telecamere già presenti con le dirette tv che monopolizzano le trasmissioni del mattino.
“Noi ci siamo”, così il vicepremier Luigi Di Maio mentre stringe le mani dei parenti delle vittime appena giunto sul luogo del disastro. Di Maio si è intrattenuto a parlare con Gianluca Tanda, del Comitato Vittime di Rigopiano.
Redazione
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