mercoledì, Febbraio 21, 2024

Crisi di governo, è stallo su chi sarà il premier. Oggi i colloqui decisivi tra Pd e M5S

È stata una lunga e frenetica domenica di trattative, trascorsa tra annunci e repentine frenate. Anche oggi le trattative saranno sicuramente decisive per l’eventuale nascita del governo ‘giallorosso’. Ma poi, nel tardo pomeriggio il segretario del Pd, Nicola, Zingaretti, nel corso di una conferenza stampa ha aperto all’ipotesi di intesa con il M5s per l’avvio della formazione di un nuovo governo: “Serve un confronto subito sui contenuti”.
E in merito ai nomi di chi guiderà l’esecutivo ha aggiunto: “Intesa possibile ma occorre discontinuità”. Trascorrono pochi minuti e arriva la risposta secca dei Cinque Stelle, che non arretrano sul punto di Palazzo Chigi e ribadiscono: “Per noi Conte premier e i 10 punti. Il Paese non può aspettare il Pd”. Le trattative tra i due partiti però non s’incaglia e nel frattempo proseguono. Per i dem l’intesa resta ancora possibile. Conte intanto si fa sentire dal G7 a Biarritz: serve un governo stabile e offre la propria disponibilità. Dalla partita per la premiership si è intanto sfilato il presidente della Camera Roberto Fico. Fonti della presidenza di Montecitorio hanno fatto sapere che la terza carica dello Stato intende “dare continuità” al suo ruolo. Ma i tempi per chiudere l’accordo si assottigliano sempre di più. Il Movimento è consapevole che dal Quirinale non faranno sconti sui tempi e già domani sera – dice un big M5S – il Colle si aspetta segnali concreti in vista del secondo giro di consultazioni, fissato a martedì.
Resta sullo sfondo la questione del forno leghista, che i 5 Stelle non hanno mai detto ufficialmente di voler chiudere. Le parole di Conte di ieri, infatti, sono attribuite alla sua volontà di non ripetere l’esperienza gialloverde, ma non impegnano in alcun modo il Movimento. Ma anche chi tiene quotidianamente i contatti col Carroccio cede allo scetticismo: “Se tornassimo indietro accettando il ‘corteggiamento’ di Matteo Salvini, non terremmo più i gruppi. Sarebbe molto complicato far accettare ai nostri un’inversione a U di questo tipo”.
Redazione
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