Omicidio di Giulio Regeni: finalmente al via i lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta

Al via il lavoro della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano ucciso in Egitto nel 2016. La Commissione parlamentare si è insediata poco fa a Palazzo San Macuto. Erasmo Palazzotto (Leu) è stato eletto presidente con 11 voti favorevoli e 8 astensioni. Vicepresidenti sono stati eletti Debora Serracchiani (Pd) e Paolo Trancassini (Fdi). I segretari sono invece Massimo Ungaro (IV) e Roberto Turri (Lega). “La verità e la ricerca di giustizia per l’uccisione di Giulio Regeni devono essere una priorità per questo Paese”, ha detto Palazzotto. “La commissione inizia a lavorare da oggi e stiamo facendo tutto il lavoro propedeutico per recuperare il tempo perduto”, ha continuato, spiegando che “l’idea con la quale siamo arrivati a definire l’istituzione di questa Commissione è quella di ricostruire in primo luogo la verità storica e politica sull’uccisione di Giulio Regeni”. “C’è un lavoro che spetta alla magistratura, relativo alla ricerca dei responsabili e alla pena per i responsabili, che noi non vogliamo intralciare – ha precisato – Noi abbiamo il compito di ricostruire il contesto e la verità su quanto accaduto”. “Abbiamo gli stessi strumenti della magistratura, li useremo con accortezza e in coordinamento con la magistratura” stessa, ha sottolineato Palazzotto. “Giulio Regeni è una delle vittime di un regime che viola costantemente i diritti umani in quel Paese e dunque è nostra cura ricostruire la verità per restituire verità e giustizia a tutti i Giulio Regeni in Egitto e nel Mondo”. Palazzotto ha sottolineato di aver chiesto ai gruppi parlamentari di indicare i loro rappresentanti “per convocare in settimana l’ufficio di presidenza e iniziare i lavori il prima possibile. Faremo il calendario delle audizioni, sceglieremo i filoni di indagine prioritari all’insegna della condivisione”. “Troveremo anche la strada per cooperare sul piano politico e diplomatico con le autorità egiziane. La verità e la giustizia sono una ragione di Stato superiore a tutte le altre”.