“Furbetti” del bonus, sospesi Elena Murelli e Andrea Dara delle Lega

Elena Murelli e Andrea Dara delle Lega, entrambi sospesi per aver richiesto il bonus
Sono stati sospesi Elena Murelli e Andrea Dara. “Dopo aver ascoltato e verificato le rispettive posizioni, si conferma il provvedimento della sospensione’, dice il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari. Entrambi i deputati hanno percepito il bonus Inps di 600 euro previsto per i titolari di partita Iva. “Pur non avendo violato alcuna legge – dice Molinari – è inopportuno che parlamentari abbiano aderito a tale misura e per questa ragione abbiamo deciso e condiviso con i diretti interessati il provvedimento della sospensione. E’ comunque incredibile che i vertici dell’Inps non abbiamo versato ai lavoratori che aspettano da marzo quanto dovuto e che abbiano invece versato a chi non era in difficoltà. In qualsiasi altro paese i parlamentari sarebbero stati sospesi ma il presidente dell’INPS sarebbe stato licenziato”. “Ho dato indicazione che chiunque abbia preso o fatto richiesta del bonus – aveva preannunciato già in mattinana il segretario della Lega Matteo Salvini ad Agorà Estate – venga sospeso e in caso di elezioni non ricandidato”.  “Tridico si deve dimettere? Io non faccio processi a nessuno e guardo a casa mia dove sono inflessibile. Domanderemo però al presidente dell’ Inps come abbia fatto a non pagare il bonus a chi ne aveva bisogno per darlo invece ai parlamentari”.  A Firenze Ubaldo Bocci si è dimesso dal ruolo di coordinatore del centrodestra in Palazzo Vecchio a seguito delle polemiche sul bonus di 600 euro dell’Inps. Bocci, già candidato a sindaco contro Dario Nardella, resta nella carica di consigliere comunale. “Ho comunicato la mia decisione ai tre capogruppo di Fi, Fdi e Lega di lasciare l’incarico di coordinatore del centrodestra in consiglio comunale – spiega all’Ansa – Sono uomo di centrodestra e poiché mi rendo conto che in questa fase la mia figura è divenuta ingombrante, di ostacolo, ho deciso per lealtà verso la coalizione di lasciare questo ruolo”. Bocci ribadisce di aver preso il bonus “per smascherare una legge fatta male” e di averlo destinato “a beneficenza”. “Il mio errore – aggiunge – non è stato percepire il bonus e poi darlo in beneficenza, ma ex post, col senno di poi, l’errore è stato non averlo restituito all’Inps dopo aver dimostrato l’approssimazione di questa legge”.