Coronavirus, parla l’assessore D’Amato: “Il Lazio tecnicamente è ancora zona gialla”

L'assessore alla Sanità del Lazio Alessio D'Amato
Nel Lazio zona gialla, i dati sulla diffusione del coronavirus “sono in crescita, ma l’Rt è a 0,98. Tecnicamente siamo ancora da giallo. Però abbiamo sotto osservazione la provincia di Frosinone, dove i casi sono ancora moltissimi. E l’arancione che abbiamo già attivato potrebbe non bastare: potremmo ricorrere all’arancione scuro o al rosso. Anche la provincia di Rieti, che confina con l’Umbria, dà segnali negativi: qui valutiamo se decidere limitazioni da arancione”. Lo dice in intervista a ‘Il Messaggero’ Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio. Sul fronte delle vaccinazioni D’Amato attacca il metodo delle categorie, definendolo ”del tutto sbagliato”. ”Bisogna procedere per classi di età, non per categorie professionali, perché altrimenti si rallenta drammaticamente la vaccinazione. Non comprendo perché al Ministero della Salute non ne tengano conto. Noi nel Lazio applicheremo questo principio: finita la parte di vaccinazioni relativa agli over80 (ne abbiamo già immunizzati 150mila), finite le scuole (domenica chiudiamo le prenotazioni, sono già 130mila), finite le forze dell’ordine e le persone vulnerabili, andremo avanti per fasce di età. Questo è il modo più veloce. Da oggi prenotazioni per 79-78 anni, lunedì 65-64 anni (coloro che per ora possono essere protetti con AstraZeneca), e ogni mese copriremo due classi di età a distanza di 15 giorni”. ”Noi stiamo facendo 17-18 mila vaccinazioni al giorno, tranquillamente possiamo arrivare a 50 mila, possiamo triplicare. Così invece di quattro classi di età al mese, se ne faranno anche 12. Però dipende dal numero di dosi che ci invieranno. Questo delle classi di età è il metodo più veloce, altrimenti diventa una giungla, perché ogni categoria ha legittime aspettative e non si finisce più. Si perde tempo”.