Vigili del Fuoco di Cerenova, manca l’autoscala: i sindacati tornano a lanciare l’allarme

Difficile poter operare ai piani alti di una palazzina per il soccorso a persona o per un incendio senza uno degli strumenti più importanti che una caserma dei vigili del fuoco dovrebbe avere: l’autoscala. La battaglia è da anni portata avanti dai sindacati dei vigili del fuoco ma oggi purtroppo ancora non ha ottenuto i risultati sperati. E così, in caso di necessità, per i vigili del fuoco della caserma di Cerenova, come riportava il Messaggero qualche settimana fa, l’unica cosa da fare è attendere l’arrivo di un’altra squadra proveniente da Fiumicino, da Ostia o da Civitavecchia, con i tempi del soccorso che si dilatano. Per poter comprendere meglio la vicenda si potrebbero citare almeno due esempi per tutti: il malore di un’anziana signora sul balcone di casa sua, al quarto piano di una palazzina e il caso del piccolo Batuffolo, il gatto rimasto per giorni su un pino senza riuscire a scendere. Nel primo caso le tute rosse, una volta giunte sul posto sono dovute intervenire recandosi all’appartamento al piano superiore di quello della signora in difficoltà a da lì calarsi fino al balcone “incriminato” per prestare soccorso all’anziana donna sola in casa e che non riusciva a rialzarsi. Nel secondo caso invece Batuffolo è rimasto per giorni sull’albero, troppo alto per consentire l’intervento dei vigili del fuoco senza l’autoscala e liberato solo grazie all’intervento di un volontario che si è arrampicato sull’albero riportando con le zampe per terra Batuffolo. “Sarebbe vitale per determinati interventi soprattutto per incendi o salvataggi nei piani alti degli edifici o delle palazzine”, ha detto al Messaggero Riccardo Ciofi, segretario regionale della Federazione nazionale sicurezza Cisl. “Civitavecchia ha l’autoscala e 54 uomini nell’organico, a Cerveteri invece i pompieri sono appena 32”. Allarme dunque anche per il personale, che in alcuni periodi rimane addirittura sprovvisto di figure importanti come il piantone. Per non parlare poi del parco mezzi. Alcuni di loro hanno una storia di 30 anni di “onorata carriera”.