E se tra Cerveteri e Ladispoli sorgesse un distributore totalmente elettrico?

Sarebbe il 2° in Italia, il 3° in Europa: una stazione di ricarica elettrica e distributore di GPL a basso impatto ambientale

Tra Cerveteri e Ladispoli potrebbe concretizzarsi un progetto di alto profilo tecnologico ed a basso impatto ambientale. Obiettivo: la realizzazione di una stazione di rifornimento totalmente dedicata alle fonti di energia alternative. Energia elettrica e GPL, anziché i carburanti tradizionali come benzina e diesel. Un progetto su cui sta lavorando lo “Studio Tecnico 1054” e che sarà presto presentato alle Autorità locali competenti, vale a dire la Città Metropolitana di Roma Capitale e la Regione Lazio. Il piano prevede il posizionamento in un’area individuata a cavallo tra i due territori di Cerveteri e Ladispoli, di una stazione di ricarica dedicata alle automobili elettriche e ibride, e distributore di gas-auto GPL. Sarebbe, dopo l’inaugurazione a Roma, in Corso Francia, del primo impianto italiano di questa tipologia, il terzo a livello europeo: il primo è stato infatti realizzato nel Regno Unito, ad opera di Gridserve, con il nome di Electric Forecourt, nel territorio dell’Essex, salito subito alla ribalta delle cronache per l’innovazione e la filosofia a basso impatto ambientale. Incuriositi dall’idea, la Redazione di BarondaNews.it ha incontrato i Progettisti, ottenendo anche uno stralcio del progetto ed alcuni rendering.
Geom. Mario Schina, in cosa questo impianto si differenzierebbe dai tradizionali distributori di carburanti?
La tecnologia del futuro è eco-sostenibile. Riteniamo sia imprescindibile, nella progettazione di qualsivoglia nuova struttura o impianto, e che l’elemento ambientale sia messo al centro, e sia da tutelare e valorizzare per mezzo delle innovazioni tecnologiche. Oggi il mondo dell’automobile, e della mobilità in generale, si sta sempre di più orientando verso l’elettrico o verso combustibili meno inquinanti rispetto al tradizionale petrolio. Anche nel nostro territorio dobbiamo cominciare a pensare ad uno sviluppo che segua queste direttive”.
Ci risulta, però che la prima stesura del progetto da parte della Regione Lazio in fase di istruttoria, abbia suscitato qualche riserva?
In sede di istruttoria della prima stesura del progetto da parte della Regione Lazio settore Ambiente (VINCA) sono state evidenziate alcune problematiche da risolvere. In seconda stesura tutte queste eccezioni sono state non soltanto risolte, migliorate ed integrate nel nuovo progetto, ma sono state addirittura superate da ulteriori miglioramenti proposti dal nostro Studio Tecnico, in collaborazione con figure professionali esperte come Architetti Paesaggisti ed Agroforestali ed Ingegneri esperti in materia di elettromeccanica, nel senso della valorizzazione ambientale del sito previsto per la realizzazione”.
Può farci qualche esempio?
Per esempio, la pavimentazione del distributore elettrico sarà realizzata con un legante neutro ecologico ed innovativo a basso impatto visivo (il cosiddetto asfalto ecologico). Sono pavimentazioni utilizzate in ambienti particolari quali piste ciclabili e pedonali, parchi, riqualificazione zone rurali, piazzali e parcheggi, centri storici. Abbiamo poi introdotto ulteriori elementi di tutela e valorizzazione ambientale del sito, come l’abbattimento delle emissioni sonore e luminose a tutela della fauna locale, il corretto smaltimento dei rifiuti e, ovviamente, il rispetto di tutte le normative nazionali ed europee. Basti pensare che, di tutta l’area destinata al progetto, più del 50% sarà destinata alla realizzazione di aree verdi all’interno delle quali avranno sede nuove piantumazioni di essenze arboree della macchia mediterranea, rispettando il profilo paesaggistico del nostro territorio”.
Nel concreto, di quali strutture si comporrà l’impianto?
Saranno realizzate 38 postazioni di ricarica elettrica veloce destinate ad automezzi elettrici ed ibridi. Ci saranno quindi 6 colonnine di ricarica a quattro postazioni, 2 colonnine a due postazioni e 8 colonnine singole Ultra-Fast, ciascuna con una potenza totale impegnata max di 350 kW, capaci quindi di far recuperare l’80% della carica in circa 20 minuti alla maggior parte delle auto elettriche in commercio. Inoltre il progetto prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 39 kW installato sui tetti delle pensiline A e B e del fabbricato destinato ai servizi. Per sostenere i picchi di richiesta è prevista una batteria di accumulo da 130 kW in grado di immagazzinare energia solare quando le colonnine non sono in uso. Inoltre è prevista la realizzazione di servizi igienici, compresi quelli dedicati ai diversamente abili, e un piccolo punto ristoro per allietare il tempo necessario alla ricarica della propria auto”.
Lei non ritiene che l’area scelta per l’impianto sia particolarmente sensibile, dal punto di vista ambienta
Certo che sì. Ed è proprio per questa ragione che questo tipo di distributore elettrico, completamente orientato verso uno stile di vita e di consumo più consapevole e a basso impatto ambientale è proprio il tipo di sviluppo sostenibile che vogliamo garantire al nostro territorio. La località scelta per il nostro impianto, cioè lungo il rettilineo di Via Fontana Morella che collega i due Comuni di Cerveteri e di Ladispoli, non potrà che essere in futuro scelta come naturale prosecuzione dello sviluppo delle nostre città. È oggi che dobbiamo scegliere quale tipo di futuro vogliamo progettare per il nostro territorio. Se vogliamo andare verso un futuro più “green” allora dobbiamo ragionare sulle nuove tecnologie a basso impatto, come l’elettrico, il fotovoltaico, il GPL, ed allontanarci sempre di più dai combustibili tradizionali e dal consumo indiscriminato di terreno. Non soltanto: realizzare nuovi progetti deve anche essere l’occasione per valorizzare l’esistente. Pensiamo all’Area Protetta della Palude di Torre Flavia, a come poterla tutelare, ma anche valorizzare mettendola al centro di un sistema territoriale orientato ad un turismo più consapevole e meno intensivo. In un certo senso, il nostro obiettivo è anche dimostrare che non soltanto un diverso tipo di sviluppo è possibile, ma che è anche arrivata l’ora di investire in questa direzione”.
(fonte Baraondanews)