C. Melone, la palestra trasformata in mensa: le parole di Agresti non sono proprio piaciute

Le parole del dirigente scolastico Riccardo Agresti contro le associazioni sportive che hanno lamentato lo sfratto dalla palestra della Corrado Melone non piacciano alle associazioni sportive che provano a fare il punto della situazione. “Ci viene tolta improvvisamente la palestra senza alcun preavviso, per trasformarla in mensa (senza sedie e tavoli fissi ma con 100 banchi a rotelle dove mangiare. Il motivo è: aumentare la sicurezza dei bambini quando mangiano (sulla base di una interpretazione soggettiva del dirigente scolastico di un semplice ‘consiglio’ dell’ISS che parla di 2 metri di distanziamento ‘laddove possibile’)”, scrive la Pallacanestro Dinamo. “La soluzione trovata è una toppa che a nostro avviso è peggio del buco: ve li immaginate 100 ragazzini su dei “girelli”? Manterranno la distanza dei 2 metri che vuole il dirigente scolastico (noi temiamo che non manterranno più neanche il metro”. “E’ veramente così sicuro mangiare su dei tavoli e delle sedie che si muovono quando ho una forchetta in bocca, per esempio?”. Le associazioni sportive si dicono amareggiate per il trattamento e le parole ricevute, “accusati di non aver fatto nulla per i bambini della Melone negli ultimi anni (ma noi siamo solo una Asd non un organo politico o scolastico, che cosa avremmo dovuto fare? Ci siamo offerti più volte per dei progetti sportivi pro-bono per i bambini della scuola, sempre rigettati. Oltre quello cosa avremmo dovuto/potuto fare?”. Riflettori puntati anche sulle parole di Agresti che sui social ha scritto che il prossimo anno la palestra sarà occupata tutto il giorno per progetti scolastici. “Forse non leggiamo tanti sermoni (come ci è stato consigliato di fare) ma il rispetto noi ancora sappiamo portarlo (ed esigerlo) a (da) tutti”.
AGGIORNAMENTO del 15.04.2021 ore 17.54

Lettera di un genitore indignato dalle parole dell’assessore Milani

Riceviamo e pubblichiamo – “Assessore Milani, ho letto la lettera aperta che ha inviato al Dirigente della scuola I.C. Corrado Melone presso la quale studiano i miei figli e sono rimasto basito e indignato dal suo contenuto. In essa si ritrova uno strano concetto di “dittatura della maggioranza” (“abbiamo vinto e ora decidiamo noi”) quando in realtà come assessore della città lei deve (eccome!) tenere in considerazione le istanze di tutti i cittadini, a prescindere da chi costoro abbiano votato! Ma quello che più mi indigna è che in tutta questa diatriba non viene minimamente citato l’interesse superiore dei bambini a mangiare in un luogo davvero deputato ad essere refettorio, con arredi a norma e un distanziamento sufficiente in base alle norme attuali. Quello che esprime è solo “abbiamo vinto, arrenditi, il Vannini è nostro”, come se si parlasse di una guerra tra nativi americani e soldati per la conquista di Fort Apache. Per questo motivo le allego e le consiglio di leggere attentamente la convenzione dei diritti dell’infanzia, tra i quali viene citato all’art. 28 il diritto allo studio, “secondo le condizioni di ogni singolo Stato”. Il nostro è uno Stato che appartiene alla schiera dei Paesi avanzati, per cui il diritto allo studio non si esaurisce nel mero diritto ad andare a scuola la mattina. Per un Paese come il nostro è una vergogna che la Scuola sia ridotta da amministrazioni miopi come la vostra a investimento residuale, oggetto di ripicche e teatro di battaglie che enfatizza lo scontro invece della collaborazione. La nostra è una comunità nella quale il tempo pieno e le strutture che ne consentono una vera fruizione – come lo è in primis la mensa – sono essenziali per lo svolgimento dell’attività lavorativa di tante famiglie di pendolari con entrambi i genitori lavoratori. Per ogni giorno di scuola mancato da un bambino che rimane a casa perché non è garantito il servizio mensa, egli perde 8 ore di formazione e i genitori un giorno lavorativo, ovvero punti di PIL per il benessere del Paese sia perché avremo bambini meno istruiti sia perché avremo meno ore lavorate. Ignorando le istanze di chi da anni chiede una mensa dimensionata al numero di bambini (già!) presenti, voi negate il diritto allo studio a tempo pieno in una condizione di decenza per tanti bambini. Costoro per essere formati 8 ore in quella che è considerata una delle migliori scuole della città, devono subire l’umiliazione di essere affollati in aule sempre meno capienti, la cui manutenzione ordinaria è affidata al buon cuore dei genitori e dei docenti. Infine vengono (da voi!) appollaiati in mense come animali in batteria e per questo sbattuti qua e là alla ricerca di un posto dove poter mangiare serenamente e vivere anche il pranzo come un momento di apprendimento. E in tutto questo lei trova il modo di battibeccare con il Dirigente, difendere le istanze (comprensibili ma fuori luogo) delle ASD, vantarsi con arroganza di aver tolto “il Vannini” alla Melone come uno scalpo da esibire nella prossima campagna elettorale? E’ questo che interessa a lei, alla Cordeschi, a Bitti e infine al Sindaco? Lo “scalpo” del polifunzionale?… E’ questo il motivo per cui lo avete intestato ad un ragazzo che non meritava questo genere di pubblicità intorno al proprio nome, ben sapendo che la vostra “battaglia” era già in atto? Per quanto mi riguarda (e credo di poter  esprimere anche il pensiero di molti genitori) potete tenervi il polifunzionale e farci quello che volete.  Per realizzare il nostro “diritto allo studio” non abbiamo bisogno né del Vannini, né dell’Odescalchi e neanche del Fumaroli. Potete farci un teatro e due cinema. Quello che vogliamo per i nostri figli è poter frequentare ancora quella che consideriamo una scuola eccellente di Ladispoli, che ha dato lustro al nome che porta e che ha il solo svantaggio di non avere strutture altrettanto eccellenti come tutto il personale (docente e non) che ci lavora con passione tutti i giorni. A noi serve solo un edificio capiente a sufficienza, dotato delle aule e dei laboratori di cui l’avete privata e infine di una mensa adeguata per dimensione e arredi. Fortunatamente, la Scuola, quella con la S maiuscola, all’I.C. Corrado Melone ce l’abbiamo già. Dispiace – per il buon nome della Città – non poter dire altrettanto né del sindaco, né di taluni assessori né di certi consiglieri che emergono alle cronache per fatti sempre meno edificanti”.
Un genitore della Corrado Melone