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giovedì, Giugno 20, 2024

G20, per il premier Draghi è stato un successo: “Non è stato facile raggiungere questo accordo soprattutto sul clima”

“Il G20 è stato un successo, ma non è stato facile raggiungere questo accordo”. È diretto il premier Mario Draghi, alla conferenza stampa finale del G20 di Roma, nel suo giudizio sul summit appena concluso. “Dobbiamo essere grati soprattutto agli sherpa, che hanno lavorato ai testi che poi sono stati approvati”. Quelle del “Covid, clima, salute, diseguaglianze” sono “sfide epocali e esistenziali” che abbiamo davanti o che abbiamo affrontato. “Ci si è resi conto che senza cooperare non si arriva da nessuna parte. La forma di cooperazione che sentiamo più affine è il multilateralismo, questo perché esistono delle regole. Alcune regole vanno cambiate, ma va fatto insieme”. “Per la prima volta i Paesi del G20 si sono impegnati a mantenere l’obiettivo di contenere il riscaldamento in 1,5 gradi con una serie di azioni. Per la prima volta tutti i Paesi del G20 riconoscono la validità scientifica della necessità di mantenere il riscaldamento in 1,5 gradi e si impegnano con un linguaggio abbastanza significativo a raggiungere o comunque non perdere di vista questo obiettivo”.  “Abbiamo gettato le basi per una ripresa più equa e trovato i nuovi modi per sostenere i paesi nel mondo, 609 miliardi sulla base dei diritti speciali di prelievo sono dedicati per la prima volta ai paesi più vulnerabili”. “Siamo orgogliosi di questo risultato, ma siamo solo all’inizio, serve una azione più forte di quella intrapresa finora”. “Siamo riusciti a mantenere vivi i nostri sogni, impegnarci a ulteriori provvedimenti, stanziamenti giganteschi, ulteriori promesse di riduzione, e questo è un successo visto che negli ultimi mesi, soprattutto i paesi emergenti, sembrava non avessero intenzione di mantenere impegni”, ha aggiunto il premier. Sul clima “il senso di urgenza c’è da parte di tutti, complessivamente c’è un impegno a non intraprendere politiche di emissioni che vadano contro il trend che tutti si sono impegnati a osservare fino al 2030. Si spera che questo elemento venga mantenuto. Dopo Parigi sono state fatte tantissime cose significative ma le emissioni sono aumentate, sono tornate a livello pre Covid, c’è una certa preoccupazione, bisogna dimostrare credibilità mantenendo gli impegni”. “Dalla Cina mi aspettavo un atteggiamento più rigido, se è cambiato qualcosa è il linguaggio, più proiettato al futuro e non ancorato al passato. E poi la Cina ha accettato la valenza scientifica di quel grado e mezzo. Non sono impegni facili”.  “Negli ultimi anni siamo stati poco capaci di lavorare insieme ma è cambiato qualcosa: questo vertice mi rende fiducioso sulla capacità che il G20 sembra aver ritrovato di affrontare quelle che abbiamo affrontato a nostre spese come sfide epocali, esistenziali. La sfida della salute, il Covid, le disuguaglianze di genere, reddito e ricchezza e quelle scoperte negli ultimi anni essere sfide che non possiamo risolvere da soli”.  “L’italia ha cercato comprendere il punto di vista degli altri, c’era una ragione se gli altri Paesi erano riluttanti a muoversi sul clima. I Paesi in via di sviluppo dicono, voi avete inquinato tanto e ci troviamo in questa situazione per causa vostra. Ma se entriamo in questa lotta nel clima non andiamo da nessuna parte”. Lo ha detto Mario Draghi al termine del G20. “Dobbiamo ascoltare il punto di vista degli altri condividendo le ambizioni. Questo ha fatto l’Italia con India, Russia, Cina. Questo è il ruolo che abbiamo cercato di svolgere, sembra che abbia fatto la differenza. A me sembra di sì”, ha spiegato il premier. Manca data su carbone “Oggi abbiamo raggiunto un obiettivo importante, mettere fine al finanziamento all’energia a carbone non abbattuta. E anche una qualche forma di impegno non netto, ma molto probabile a fare in modo che siano molto limitate le nuove centrali a carbone. Per la Cina e l’India che abbiamo sentito una maggiore disponibilità a incamminarsi verso questi obiettivi”.  “Abbiamo una ambizione comune che prima non c’era, è formulata a vari livelli che devono essere rispettati e mi sembra molto importante che nel lavoro svolto dai ministri delle finanze per la prima volta in un documento o un comunicato del G20 troviamo meccanismi per la fissazione dei prezzi e chiediamo ai vari componenti di agire in conformità dei propri mandati a conseguire questi obiettivi e individuare un mix di policies adeguato per economie con basse emissioni”. Per Draghi il cambiamento in alcuni Paesi c’è stato per la “consapevolezza” della situazione e per “la promessa di aiuto da parte dei paesi più ricchi”. Su questo, ha concluso,”sia la Cina che la Russia hanno deciso di cambiare posizione”. Impegno “zero carbonio” a metà secolo Il riconoscimento ufficiale e formale  del fatto che “gli impatti del cambiamento climatico a 1,5 C sono molto inferiori rispetto a 2 C” e l’impegno alla riduzione a 1,5 gradi dell’aumento della temperatura rispetto all’era pre industriale attraverso “azioni e impegni significativi ed efficace da parte di tutti i Paesi, tenendo conto dei diversi approcci” è uno dei punti principali del documento approvato dai leader del G20 a Roma, proprio mentre a Glasgow stanno iniziando i lavori della Cop26 dai quali ci si attendono ulteriori impegni mondiali nella lotta al riscaldamento globale. Nel documento finale, si conferma anche l’impegno a raggiungere la cosiddetta “neutralità carbonica” “entro la metà del secolo o intorno alla metà del secolo, tenendo conto di diversi approcci, tra cui l’economia circolare del carbonio, gli sviluppi socioeconomici, economici, tecnologici e di mercato e la promozione delle soluzioni più efficienti”. La data precisa del 2050 è stata eliminata dal testo, ma il presidente Mario Draghi l’ha comunque evocata durante la conferenza stampa finale.  Afghanistan “L’Ue ha preso la guida di questo sforzo e ha promesso di dare un miliardo di euro di aiuti per affrontare la crisi umanitaria di proporzioni molto grandi ma che ancora non si percepisce”.  Tensioni Cina-Usa “È ovvio ci siano quadranti in cui ci sono tensioni, ma ci sono sempre state, però siamo riusciti a superarle. Non so quale sarà l’evoluzione, ma anni fa un articolo del Newyorker sulle relazioni Cina-Usa diceva ‘Fight- Fight e Talk-talk’, è quello che succede sempre. Se si mantiene fissa la volontà di lavorare insieme, e devo dire che anche nell’ultima assemblea generale dell’Onu, al di sopra delle polemiche, questa volontà era molto presente”. Vaccini “L’impegno è quello di vaccinare il 40% della popolazione mondiale quest’anno e il 70% lanno prossimi. È un impegno gigantesco”, ma “è un impegno che è stato confermato da tutti”. Trump “Si è arrivati al superamento della discussione degli anni della presidenza Trump. Ma processo è graduale, non tutto viene smantellato improvvisamente. È un processo che come per le altre cose non può che essere graduale. Non è che viene smantellato improvvisamente tutto ciò che era stato costruito” negli anni “dell’unilateralismo” della presidenza Trump.
Redazione
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