lunedì, Marzo 4, 2024

Gran Bretagna, celle buie e strette dove si trova l’ex tennista Boris Becker

Nessun trattamento di favore da parte della giustizia britannica per Boris Becker. L’ex campione di tennis, che ha conquistato il suo primo Slam a Wimbledon a soli 17 anni, dopo la condanna per bancarotta fraudolenta è stato rinchiuso nel carcere londinese di Wandsworth, considerato uno dei peggiori della capitale. Celle strette e umide, Wandsworth ospita spesso detenuti violenti o con problemi mentali, oltre a tossicodipendenti e spacciatori. Becker deve ora rassegnarsi a stare in loro compagnia. Per non parlare dei ratti, che pare siano numerosi nelle celle e nei corridoi della prigione vittoriana. A descrivere la nuova “casa” del tennista è stato il “Daily Mail”, che ha raccolto la testimonianza del Capo Ispettore della prigione Charlie Taylor sulla condizione del carcere. Pare che le celle siano talmente buie che alcuni detenuti, quando escono per l’ora d’aria, facciano fatica ad abituarsi alla luce solare. Le risse tra prigionieri sono all’ordine del giorno, tanto che gli agenti penitenziari sono spesso costretti a utilizzare la forza per sedarle. Al quotidiano britannico ha raccontato la sua esperienza in quella struttura anche Chris Atkins, regista condannato nel 2016 a cinque anni di carcere per una truffa fiscale, che in quel carcere è rimasto per due anni. Il cineasta ha detto che a rendere la situazione invivibile è soprattutto il rumore: urla, lamenti, respiri affannosi degli altri detenuti. Una sequenza infinita di suoni di dolore, sofferenza, follia che procurano infinita ansia, tristezza, orrore.  All’arrivo nel carcere, la borsa di Becker è stata perquisita, come accade a tutti gli altri detenuti, e lo sportivo è stato interrogato dagli psicologi del carcere per capire se sia una persona a rischio suicidio durante la detenzione. L’ex campione di Wimbledon non ha neanche potuto farsi una doccia: chi arriva dopo le 19 e 30 di sera, come è accaduto a Becker, deve aspettare il giorno dopo per l’igiene personale.  E, se per il momento il tennista ha una cella personale, potrebbe essere presto trasferito in una condivisa: bagno a vista e nessuna privacy. Il nuovo “alloggio” dell’ex campione non è lontano dal tempio del tennis, Wimbledon, dove Becker cominciò la sua ascesa nel mondo del tennis nel lontano 1985, battendo l’australiano Pat Cash. A “consolarlo” solo le parole della figlia, Anna Ermakova, che a una tv tedesca ha detto: “Non è giusto che mio padre sia imprigionato con chi è colpevole di reati ben più gravi. Papà, spero di riabbracciarti al più presto”.
Redazione
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