venerdì, Maggio 3, 2024

Covid, preoccupazione per il boom dei contagi della variante indiana

Corre di nuovo il covid in Italia. Aumentano i contagi nell’ondata targata variante Omicron, mentre la comunità scientifica accende i riflettori sulla nuova ‘variante indiana’, identificata dalla sigla BA.2.75, che potrebbe rivelarsi più contagiosa e più evasiva rispetto al vaccino. Intanto, in Italia sono stati 132.274 i nuovi casi e 94 i morti registrati nel bollettino di martedì 5 luglio. Sono stati 464.732 i tamponi processati, tra molecolari e antigenici, che fanno salire il tasso positività al 28,5% (lunedì era al al 27,9%). In aumento i ricoveri con sintomi (+355 da ieri per un totale di 8.003) e le persone in terapia intensiva (+20 da ieri per un totale di 323). Anche in Francia il numero dei casi registrati è in aumento. in 24 ore sono stati  200mila. La nuova ondata, la settima, della pandemia “è aumentata in questi ultimi giorni”, ha affermato il ministro della Sanità, François Braun. “Registravamo in media 120mila casi al giorni a metà della scorsa settimana” ha ricordato, spiegando che ora il numero è destinato a “essere leggermente superiore a 200mila questa sera”. Occhi puntati sulla nuova sottovariante di Omicron BA.2.75, identificata in India ma intercettata anche in altri Paesi come la Nuova Zelanda e il Regno Unito. “Probabile variante di seconda generazione, apparente rapida crescita e ampia diffusione geografica”: sono alcune delle caratteristiche che secondo Tom Peacock, virologo del Dipartimento di malattie infettive dell’Imperial College London, dovrebbero spingere chi si occupa di sorveglianza sul covid a tenere d’occhio la new entry nel panorama internazionale delle sottovarianti di Omicron: BA.2.75. Rispetto alla ‘sorella maggiore’ Omicron 2 (BA.2), la nuova sottovariante “ha 8 mutazioni aggiuntive” sulla proteina Spike, illustra Ulrich Elling, biologo molecolare dell’Institute of Molecular Biotechnology (Imba) di Vienna. Un numero ritenuto significativo dagli esperti rispetto a quanto osservato in altre sottovarianti (per esempio in BA.5 sono 3). In tutto, invece, secondo i dati che vengono diffusi in queste ore via Twitter, sarebbero 11 le mutazioni che la distinguono da Omicron 5, l’attuale variante più diffusiva. E a riassumere il timore principale che spinge gli ‘addetti ai lavori’ ad alzare il livello d’attenzione su questo mutante segnalato principalmente dall’India, dove appare “in crescita rapida”, ma intercettato anche in altri Paesi come la Nuova Zelanda e il Regno Unito, è Eric Topol, scienziato americano direttore dello Scripps Research Translational Institute di La Jolla, California: le mutazioni osservate su BA.2.75 “potrebbero rendere la fuga immunitaria peggiore di quella che stiamo vedendo ora”, riflette. Questa nuova sottovariante, aggiunge l’esperto via Twitter, in India appare in competizione con Omicron 5. La preoccupazione è che il vantaggio su BA.5 sia significativo al punto da rendere questa versione di Sars-CoV-2 sempre più contagiosa, a livelli che potrebbero essere superiori a un ‘campione di trasmissibilità’ come il morbillo. Tanto che Giorgio Gilestro, neurobiologo e docente all’Imperial College di Londra, afferma: “Se i dati su questa nuova variante BA.2.75 venissero confermati, allora potremmo anche trovarci di fronte a un Covid-22”. Elling si chiede se sia “un nuovo lignaggio di cui preoccuparsi”. Il motivo? “Non mi piacciono le mutazioni osservate – scrive – Prima di aver finito con l’ondata di BA.5”, Omicron 5, “potremmo già doverci preparare per la prossima”. Gli occhi sono puntati in particolare sull’India, il Paese da cui arriva al momento il maggior numero di sequenziamenti di BA.2.75. Anche se i casi legati a questa sottovariante sono ancora pochi, “la distribuzione internazionale” delle sequenze virali comunicate alle banche dati “esclude errori di sequenziamento e rende altamente probabile che i numeri reali siano molto più alti”, rimarca ancora Elling.
Redazione
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