venerdì, Aprile 19, 2024

Lo scioglimento dei ghiacci in Antartide è ormai vicino al punto critico

Lo scioglimento dei ghiacci in Antartide è ormai vicino al punto critico. Lo indica l’andamento della temperatura negli ultimi 45 milioni di anni, ricostruita con l’aiuto dei microfossili e dell’intelligenza artificiale nello studio pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” e guidato dall’Università Victoria di Wellington, in Nuova Zelanda, e dall’Università britannica di Birmingham. I dati indicano che siamo vicini ad un punto di non ritorno per quanto riguarda lo scioglimento dei ghiacci, che potrebbe causare un catastrofico aumento nel livello del mare, fino ai 50 metri. La mappa, ottenuta combinando i dati relativi a microfossili di singole molecole con l’Intelligenza artificiale, conferma inoltre le recenti previsioni relative ai 16 punti sorvegliati speciali del pianeta, che includono la scomparsa delle piattaforme di ghiaccio antartiche tra i cinque eventi più vicini al punto di non ritorno a causa dell’aumento delle temperature.
I ricercatori hanno esaminato i campioni raccolti durante progetti di perforazione oceanica, alla ricerca di fossili di piccole molecole lipidiche (grassi) prodotte da organismi simili ai batteri e costituiti da un’unica cellula, gli archaea. Questi organismi cambiano infatti la composizione della loro membrana esterna (di cui fanno parte le molecole lipidiche) in risposta alle variazioni della temperatura del mare. Studiando questi cambiamenti è quindi possibile dedurre quale fosse la temperatura dell’acqua al momento della loro morte. Gli autori dello studio hanno poi abbinato questa metodologia, molto utilizzata dai paleoclimatologi, a tecniche di apprendimento automatico, portandola ad un livello superiore e ottenendo una mappa completa e precisa di buona parte dell’Era Cenozoica. Il risultato ottenuto ha permesso di individuare in modo molto più accurato le temperature storiche che hanno causato la crescita e il restringimento delle calotte glaciali durante gli ultimi 45 milioni di anni.
“Il registro che abbiamo prodotto offre una panoramica molto più completa delle fluttuazioni delle temperature antartiche, e di come queste siano correlate ai cambiamenti nella quantità di ghiaccio e alla topografia dell’Antartide”, commenta James Bendle dell’Università di Birmingham, co-autore dello studio. “Questo permette di aprire la strada anche a previsioni più accurate per gli eventi che potrebbero verificarsi in futuro”.
Il legame tra livelli di CO2, temperature superficiali dell’oceano e quantità di ghiaccio in Antartide emerge chiaramente per tutto il periodo coperto dallo studio. “Possiamo vedere che il ghiaccio in Antartide sta attualmente cambiando, come dimostrano le crepe e gli scioglimenti comparsi di recente nel ghiacciaio Thwaites, uno dei più grandi del continente”, continua Bendle.
“Il nostro studio sul passato della Terra è una delle indicazioni più chiare che gli attuali livelli di CO2 provocheranno una grande perdita di ghiaccio nelle zone più esterne del continente antartico – conclude il ricercatore – e un conseguente aumento globale del livello del mare che si verificherà nei prossimi decenni e secoli”.
Redazione
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