test
giovedì, Giugno 20, 2024

Approda oggi in Consiglio dei ministri il decreto Aiuti Quater da 9,1 miliardi di euro

Approda oggi in Consiglio dei ministri il decreto Aiuti Quater da 9,1 miliardi di euro chiamato a prorogare fino a fine dicembre una serie di misure contro il caro-energia avviate dal governo Draghi. Nel dl anche altri interventi i cui effetti si esplicheranno nel 2023. Dagli ‘sconti’ per imprese e famiglie alla riduzione di 30,5 centesimi sulle accise, gli interventi contro i rincari richiederanno risorse tra i 4 e i 5 miliardi, la parte restante andrà alle misure che impattano il 2023. Il dl, che dovrebbe essere approvato in serata, inizierà poi il suo iter parlamentare al Senato. “Con il prossimo decreto-legge saranno confermate, anche per il mese di dicembre 2022, le misure che riconoscono, a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti, contributi straordinari, sotto forma di crediti d’imposta, pari a una quota delle spese sostenute per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale”, ha annunciato ieri il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in audizione sulla Nadef davanti le commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato. Inoltre “sarà prorogata fino al 31 dicembre 2022 la riduzione delle aliquote di accisa su benzina, gasolio, Gpl e gas naturale impiegati come carburanti; per quest’ultimo sarà confermata fino al 31 dicembre la riduzione dell’Iva al 5%”. Nel dl, tra le altre misure, potrebbe essere anche inserita la norma per innalzare da 600 a mille euro il tetto dei fringe benefit con cui pagare le bollette. Messe in sicurezza le misure fino a fine anno, il governo predisporrà poi con la manovra con una dotazione ‘lorda’ di circa 30 miliardi, anche se il ministro non si è pronunciato sull’entità complessiva. Di certo i 21 miliardi liberati elevando l’asticella del deficit-pil 2023 al 4,5% saranno destinati agli interventi contro il caro-energia. In questa sede dovrebbe trovare spazio, oltre alla riconferma delle misure del precedente decreto, anche la rateizzazione del pagamento degli oneri energetici, tra le altre misure. La politica di bilancio per il 2023 “proseguirà nel solco degli interventi finora adottati per limitare quanto più possibile l’impatto dell’elevata inflazione sui bilanci delle famiglie, in particolare quelle più bisognose, e salvaguardare la competitività del tessuto imprenditoriale”, ha sottolineato Giorgetti. E in manovra approderebbe anche la misura chiave della campagna elettorale del fronte leghista, l’estensione della flat tax per autonomi e partite Iva ai ricavi fino a 85mila e la flat tax incrementale, da finanziare eventualmente anche con la razionalizzazione del Reddito di cittadinanza e/o un riordino della giungla deduzioni/detrazioni. “Sono allo studio misure che riguardano l’estensione della soglia di ricavi e compensi che consente ai soggetti Iva di aderire al regime forfetario – ha spiegato Giorgetti – e la flat tax incrementale per i contribuenti titolari di redditi da lavoro o d’impresa non aderenti al regime forfetario che potranno assoggettare ad aliquota del 15% una quota dell’incremento di reddito registrato nel 2022 rispetto al maggiore tra i medesimi redditi dichiarati e assoggettati all’Irpef nei tre anni d’imposta precedenti”. Completerà il pacchetto la ‘tregua fiscale’.
Redazione
Redazione
La nostra linea editoriale è fatta di format innovativi con contenuti che spaziano dalla politica allo sport, dalla medicina allo spettacolo.

Articoli correlati

Ultimi articoli