domenica, Aprile 19, 2026

l’Italia si vuole candidare ad ospitare l’Einstein Telescope

di Giuseppe Iacoviello

L’Italia ha ufficialmente presentato la sua candidatura per ospitare l’Einstein Telescope, il più avanzato osservatorio di onde gravitazionali mai progettato. Il sito proposto è Sos Enattos, in Sardegna, e l’annuncio è stato dato oggi a Roma dal Governo italiano, con la presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del vicepresidente e ministro degli Esteri Antonio Tajani, e dei ministri Anna Maria Bernini (Università e Ricerca) e Marina Elvira Calderone (Lavoro e Politiche Sociali). A supporto dell’iniziativa anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il premio Nobel Giorgio Parisi e il governatore della Sardegna Christian Solinas.

“La mia presenza qui oggi è per ribadire l’impegno e la determinazione del Governo nel sostenere questa candidatura”, ha dichiarato la premier Meloni, sottolineando come questo progetto rappresenti un’Italia ambiziosa, capace di grandi imprese. “Abbiamo sempre saputo pensare in grande, ma a volte è mancata la consapevolezza e la volontà di farlo”, ha aggiunto.

La candidatura italiana è promossa dal Governo e dal Ministero della Ricerca, con il supporto della Regione Sardegna e il coordinamento scientifico dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, in collaborazione con università ed enti di ricerca italiani.

Un progetto strategico per la ricerca europea

Il sito di Sos Enattos, situato nell’area di un’ex miniera metallifera nel nord-est della Sardegna, è in competizione con una località nei Paesi Bassi, situata al confine con Belgio e Germania. Il luogo sardo è stato individuato come ideale grazie al bassissimo rumore sismico, dato che la regione non è connessa alle principali zone tettoniche attive e non è soggetta a fenomeni di deformazione della crosta terrestre.

Il progetto ha già ricevuto un finanziamento di 50 milioni di euro dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La costruzione dell’Einstein Telescope richiederà tra i sei e i nove anni, con un investimento totale stimato in 1,9 miliardi di euro, suddivisi in:

  • 5 milioni per la fase iniziale,
  • 171 milioni per la preparazione,
  • 1,7 miliardi per la costruzione,
  • 37 milioni l’anno per la gestione e l’attività scientifica.

Se realizzato, l’Einstein Telescope potrebbe diventare per l’Europa ciò che il CERN rappresenta per la fisica delle particelle, coinvolgendo oltre 1.400 ricercatori provenienti da 23 Paesi e 221 istituti di ricerca.

Benefici economici e prospettive future

Oltre all’impatto scientifico, il progetto promette importanti ricadute economiche. Uno studio dell’Università di Sassaristima che ogni euro investito genererà un ritorno di 3,2 euro, con un incremento del PIL di 1,6 euro per ogni euro speso.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato la competitività dell’Italia nel settore della ricerca e delle competenze tecnico-scientifiche: “La concorrenza è agguerrita, ma dobbiamo essere ottimisti. L’ottimismo porta alla vittoria“. Per Tajani, l’Einstein Telescope rappresenta “l’avvenire e il futuro della ricerca“, e l’Italia ha tutte le carte in regola per diventare protagonista di questa straordinaria impresa scientifica.

Articoli correlati

Ultimi articoli