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martedì, Giugno 18, 2024

Esplode la rabbia degli agricoltori europei contro “norme green” e prodotti low cost

La protesta degli agricoltori esplode in Francia, contagia Germania e Olanda e sta arrivando anche in Italia e Spagna. La rabbia della categoria contro un’Europa vista come lontana e poco amica, norme penalizzanti e una burocrazia asfissiante si sta esprimendo in manifestazioni, blocchi stradali, cortei nelle piazze. In Francia a guidare il malcontento della categoria sono i gilet verdi, in Italia sta tornando il movimento dei forconi, con mobilitazioni che da giorni coinvolgono decine di città in tutta la penisola. Nel mirino di questa contestazione trasversale ci sono i tagli dei governi, la politica europea, ma anche “l’ecologia punitiva” del nuovo Green Deal, come denunciano i leader della protesta francese. Von der Leyen: “Dialogare per migliorare le cose”. Dopo il tragico incidente a un blocco stradale nel sud della Francia, in cui sono morte una donna e la figlia adolescente, la tensione nel Paese è alle stelle e l’estrema destra soffia sul fuoco, con il Rassemblement National e Reconquete che, in vista delle europee, appoggiano le rivendicazioni degli agricoltori. Alcuni leader, come la capolista di Reconquete Marion Marechal e la presidente del Comitato delle organizzazioni agricole europee Christiane Lambert, mercoledì erano a Bruxelles per un raduno di contadini a denunciare proprio la svolta verde che punirebbe gli agricoltori. Anche in Italia la tensione sta salendo velocemente e gli agricoltori da giorni scendono in piazza con i loro trattori da Vercelli a Frosinone, da Torino a Viterbo, da Pescara a Bari. Tutti insieme per contestare farine d’insetti e burocrazia, carne coltivata e caro-gasolio. La “Stampa” scrive di Franco Clerico, titolare di un’azienda nel Cuneese, che racconta di aver lanciato una protesta “alla quale non sapevo se avrebbe partecipato qualcuno” e di essersi ritrovato in piazza con un centinaio di trattori e quasi 200 persone. “Adesso mi chiamano colleghi ogni giorno: vogliono protestare, vogliono cambiare le cose”. Poi, sempre nel nostro Paese, ci sono i Cra, i Comitati riuniti agricoltori traditi, guidati da Danilo Calvani, piccolo imprenditore agricolo di Pontinia (Latina), che all’epoca dei forconi capeggiava gli agricoltori, autotrasportatori, ambulanti, pescatori, tassisti in guerra contro il governo Monti, appoggiato da gruppi di estrema destra come Forza Nuova. Calvani dice che vuole tornare in piazza, ma assicura: “Terremo alla larga chi ci vuole vendere alla politica”. Nel mirino c’è il governo, “prostrato a Europa e multinazionali”, dice Calvani, ma anche i sindacati agricoli “corrotti, venduti, volgari criminali”. L’obiettivo è difendere l’agricoltura italiana contro norme europee che agevolano invece prodotti esteri. 

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