giovedì, Maggio 28, 2026

Trump insiste, via i palestinesi da Gaza. A metà febbraio missione di Rubio in Medio Oriente

Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha in programma di visitare il Medio Oriente a metà febbraio. Lo scrive Axios, citando due funzionari israeliani e altre due fonti non identificate. Secondo Axios, Rubio ha in programma di recarsi nella regione dopo la conferenza sulla sicurezza di Monaco, che inizierà il 14 febbraio, e di visitare Israele, gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita e forse altri Paesi. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, impegnato in un servizio fotografico con i senatori statunitensi al Campidoglio, è stato raggiunto da un giornalista che gli ha chiesto: “Signor Netanyahu, pensa che siano necessarie truppe statunitensi a Gaza per attuare pacificamente il piano del presidente Trump?”. “No” ha risposto Netanyahu, prima che i giornalisti fossero allontanati. All’inizio di questa settimana Trump ha proposto di trasferire i palestinesi da Gaza, scatenando le proteste dei leader del Medio Oriente e non solo. Netanyahu ha definito la proposta di Trump “notevole”, mentre il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato di aver ordinato all’esercito di preparare un piano per consentire ai residenti di Gaza che lo desiderassero di uscire dall’enclave “volontariamente”. In una dichiarazione video dal suo hotel di Washington, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, afferma che “vale la pena ascoltare attentamente” la proposta del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di ricollocare i palestinesi dalla Striscia di Gaza.Trump, dice il primo ministro, “ha sollevato la sua idea su Gaza, il giorno dopo Hamas, e penso che valga la pena ascoltare attentamente questa idea, che è la prima idea originale che è  stata sollevata in anni”. Netanyahu afferma che i leader repubblicani e democratici del Congresso sono tutti d’accordo su due cose: l’Iran non deve avere armi nucleari e “Hamas deve essere eliminata. Non puo’ essere lì a Gaza”. Le forze di difesa israeliane hanno confermato di aver compiuto attacchi su obiettivi di Hezbollah in Libano. Aerei da combattimento hanno colpito alcuni depositi di armi. Lo riferisce il Times of Israel. Una dichiarazione delle forze di
difesa israeliane descrive gli attacchi come ”mirati” e promette che l’esercito ”impedirà qualsiasi tentativo di riarmo da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah, in conformità con l’accordo di cessate il fuoco”. Il ministro della Difesa israeliana Yoav Gallant e il premier Netanyahu sono sempre più distanti. In un’intervista a Channel 14, Netanyahu ha discusso la sua decisione di annullare l’ordine di Gallant per portare a termine l’attacco con cercapersone nell’ottobre 2023. Netanyahu ha affermato che sarebbe stato un “orribile errore” farli esplodere allora poiché c’erano solo circa 150 cercapersone nelle mani dei membri di Hezbollah in quel momento, “al contrario delle migliaia” accumulate nei mesi precedenti agli attacchi del settembre 2024 quando 37 persone sono state uccise e circa 3.000 ferite in tutto il Libano. Gallant in un post su X ha negato il resoconto degli eventi di Netanyahu, affermando che l’operazione era stata “preparata anni prima della guerra” e che entro ottobre 2023 era “pronta per l’operazione”. “Contrariamente a quanto detto, il giorno in cui ho proposto di attaccare Hezbollah, i terroristi avevano già in mano migliaia di cercapersone – replica il ministro su X – “Se avessimo lanciato l’operazione l’11 ottobre, l’esplosione dei cercapersone sarebbe stata secondaria all’esplosione delle radio, che avrebbe eliminato migliaia di terroristi di Hezbollah” e aggiunge “purtroppo, quando siamo stati costretti a lanciare l’operazione, la stragrande maggioranza delle radio era nei magazzini e la loro esplosione non ha causato danni”.

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