Sono iniziati a Doha, in Qatar, i negoziati per la seconda fase dell’accordo tra Israele e Hamas con l’obiettivo di tenere in vita il cessate il fuoco in vigore dal 19 gennaio nella Striscia di Gaza e a proseguire lo scambio tra ostaggi e prigionieri palestinesi. Ad affermarlo è un alto funzionario di Hamas, Abdel Rahamane Shadid. “È iniziato un nuovo ciclo di negoziati per il cessate il fuoco – sottolinea Shadid -. Ci auguriamo che questo si traduca in progressi tangibili verso l’avvio della seconda fase. Il nostro movimento sta affrontando questi negoziati in modo positivo e responsabile”.I miliziani yemeniti Houthi hanno annunciato la ripresa degli attacchi contro le navi israeliane al termine della scadenza dei 4 giorni concessi a Israele per la ripresa delle consegne di aiuti a Gaza. In una nota, gli Houthi hanno affermato che avrebbero “ripristinato il divieto di passaggio per tutte le navi israeliane” nel Mar Rosso, nel Mar Arabico, nello stretto di Baba al-Mandab e nel Golfo di Aden. L’inviato speciale degli Stati Uniti per il Medioriente, Steve Witkoff, è atterrato in Qatar per partecipare ai colloqui indiretti tra Israele e Hamas volti a estendere l’attuale, fragile cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Wiktoff incontrerà il premier del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. Lunedì ha elogiato il Qatar per i suoi “eccezionali” sforzi di mediazione, aggiungendo che anche Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti sono stati d’aiuto. Il comandante dell’unità di difesa aerea di Hezbollah, Hassan Abbas Izzedine, è stato ucciso in un’incursione dell’aeronautica israeliana che ha colpito la sua auto nel sud del Libano, nella zona di Nabatieh. Ad annunciarlo sono fonti dell’Idf, secondo cui il combattente stava guidando i tentativi di ricostruire l’infrastruttura dell’unità che era stata presa di mira durante la guerra. Circa 3.500 persone hanno finora attraversato l’Egitto dalla Striscia di Gaza attraverso il valico di Rafah, tra cui oltre 2.000 persone che necessitano di cure mediche. Lo ha detto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il capo della politica estera dell’Unione europea Kaja Kallas. L’Unione europea ha ripreso la sua missione civile il 31 gennaio per monitorare il valico di frontiera, un punto di entrata e uscita chiave per il territorio palestinese. Da maggio il valico era rimasto chiuso al passaggio di persone. “L’Egitto condanna la decisione di Israele di tagliare l’elettricità nella Striscia di Gaza, considerandola una nuova violazione del diritto internazionale umanitario e della 4/a Convenzione di Ginevra”: lo si afferma in un comunicato diffuso su Facebook dal ministero degli esteri egiziano. Il Cairo “sottolinea il suo totale rifiuto delle politiche dipunizione collettiva attuate da Israele, tra cui la sospensione dell’ingresso degli aiuti umanitari, che porterà a un aggravamento della situazione nell’enclave palestinese”, viene aggiunto. “L’Egitto invita la comunità internazionale ad assumersi le proprie responsabilità e a prendere le misure necessarie perporre fine a queste violazioni”, conclude il comunicato. C’è una certa “disponibilità” da parte di Hamas ad accettare una lunga estensione del cessate il fuoco senza passare alla seconda fase dell’accordo con Israele. Lo ha riferito al Times of Israel una fonte israeliana, secondo la quale il gruppo militante palestinese probabilmente chiederà il rilascio di prigionieri di alto rango detenuti nelle carceri israeliane. Guardando ai colloqui in corso a Doha, la fonte ha sottolineato il “divario” tra Usa e Israele: mentre il presidente americano Donald Trump ha deciso di mandare il suo inviato speciale Steve Witkoff, con potere decisionale, perchè la delegazione di Tel Aviv non avrebbe il potere necessario di prendere decisioni definitive.







