Momenti di paura venerdì mattina a Ponte Mammolo, dove due agenti della polizia locale sono stati aggrediti durante un controllo di routine contro l’abusivismo commerciale. L’episodio, avvenuto il 26 settembre, ha visto i caschi bianchi del gruppo IV Tiburtino affrontare un venditore abusivo di origine afghana che, armato di cacciavite, ha reagito con inaudita violenza. Secondo quanto riferito dal Sulpl, il sindacato unitario dei lavoratori di polizia locale, i due agenti sono stati colpiti con calci e pugni e uno di loro è stato addirittura morso a una gamba. L’aggressore, già noto alle forze dell’ordine, è stato bloccato grazie all’intervento del gruppo Spe (Sicurezza Pubblica Emergenziale) e arrestato. Gravi le conseguenze per le vittime: uno degli agenti ha riportato la frattura del setto nasale, con una prognosi di 40 giorni, mentre il collega ne avrà per tre. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati oltre 1.300 articoli, tra cinture, zaini, occhiali, marsupi, orecchini, rasoi elettrici e accessori di telefonia, destinati alla vendita irregolare. Durissimo il commento del segretario romano del Sulpl, Marco Milani: “Il bilancio delle ossa rotte della scorsa settimana nella sola Capitale è impressionante: c’è chi si è fratturato una costola, chi un gomito, chi il setto nasale. È paradossale che chi è chiamato a garantire la sicurezza dei cittadini sia esso stesso privo di tutele adeguate. Il governo deve intervenire con urgenza per equiparare contratti e garanzie della polizia locale a quelle delle altre forze dell’ordine e fissare standard minimi di strumenti e formazione”. Il sindacato ha inoltre ricordato che solo due giorni prima, mercoledì, un agente del gruppo Spe era stato aggredito, riportando la frattura di una costola e di un capitello radiale del braccio sinistro. A esprimere vicinanza agli agenti è stato anche Massimiliano Umberti, presidente del IV Municipio: “A loro va tutta la mia solidarietà. Ogni giorno affrontano a viso aperto un problema che mette in crisi il commercio onesto. Non indietreggeremo di un millimetro”. L’episodio riaccende i riflettori sulla sicurezza degli operatori di polizia locale, spesso in prima linea in situazioni ad alto rischio ma con tutele e mezzi giudicati insufficienti dagli stessi sindacati.






