giovedì, Aprile 2, 2026

Fondi, gli studenti del Pacinotti contro la gogna mediatica

Dopo l’attenzione mediatica su alunni e insegnanti, dopo i tre giorni di sospensione decisi a carico della dirigente scolastica e di due insegnanti, l’istituto Pacinotti di Fondi ha un moto d’orgoglio. Sono alunni e alunne a mobilitarsi cercando di conciliare il bisogno di giustizia per il compagno che si è tolto la vita il giorno di ricominciare la scuola e la propria appartenenza a una comunità scolastica al centro di una brutta vicenda. “Siamo persone non notizie, accusare non è dimostrare” ma anche “Pacinotti uguale famiglia e verità vera per Paolo”.Questi alcuni degli slogan con cui si cerca di dare voce alla protesta in difesa della scuola. La sospensione della  preside della professoressa Gina Antonetti, a capo dell’Iti  “Antonio Pacinotti” di Fondi, è stata disposta al termine di un  procedimento disciplinare seguito dagli ispettori inviati dal  ministero dell’Istruzione. Intanto la famiglia fa analizzare i diari del quattordicenne di Santi Cosma e Damiano I suoi scritti sono allo studio, parola  per parola, di una psicologa grafologa per ricostruire lo stato d’animo del ragazzo e gli episodi di  bullismo che in quei diari sono stati registrati.
Atti di cui gli alunni e le alunne del Pacinotti non accettano di essere accusati in blocco. Esprimono rispetto per la famiglia e dolore per la perdita di Paolo, ma difendono la propria scuola, in opposizione alle sanzioni che il Ministero dell’Istruzione ha deciso per la dirigente scolastica e due insegnanti, tra cui la responsabile della sezione staccata di Santi Cosma e Damiano, dove studiava Paolo. Alla manifestazione ha partecipato anche il sindaco di Fondi Beniamino Maschietto, che ha detto di conoscere bene l’istituto Pacinotti e i suoi valori, che sono quelli del rispetto e della valorizzazione delle diversità, ma ha precisato che le responsabilità vanno cercate nel merito e non sull’onda emotiva di quanto accaduto. Il fratello di Paolo, Ivan Roberto, aveva commentato con amarezza la misura a carico della dirigente scolastica reputandola “un contentino”. “Mi sembra una decisione piuttosto sbilanciata:  tre giorni è come se fosse stata ‘richiamata alla lavagna’.  Andiamo avanti, ma mi pare un po’ troppo poco” ha detto. Le indagini per  istigazione al suicidio sono ancora in corso, ma la famiglia  cerca una risposta: “Mio figlio si è tolto la vita la mattina del primo giorno di scuola, quindi l’ha fatto per non tornare in  classe. Questo per noi è chiarissimo ed è su questo dato che si  deve scavare per arrivare alla verità. E alle responsabilità di  chi sapeva del bullismo e non ha fatto nulla”, le parole di  Giuseppe, papà di Paolo.

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