Il Lazio è fortemente infiltrato dalla mafia. A dirlo è Giuseppe Amato, Procuratore generale della Corte d’appello di Roma. La criminalità organizzata, lo spaccio, la violenza di genere. E’ un bilancio complesso ed eterogeneo quello che emerge in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della corte di appello di Roma.
Se si guarda con attenzione la situazione distretto per distretto nelle province ci sono alcune tendenze: dal tribunale di Cassino un boom di reati contro il patrimonio: rilevante è l’incidenza, scrivono i giudici, di furti in abitazione rapine. Particolare importanza assumono i delitti relativi agli stupefacenti nel territorio di Civitavecchia, dove resta molto significativo il numero di reati di violenza domestica e di genere. Il report a Frosinone evidenzia nel 2025 almeno 3 processi per associazioni criminali con oltre dieci membri. Qui negli ultimi anni si è assistito al tentativo di imporre ad alcune attività il pagamento di una sorta di protezione da soggetti vicini a famiglie rom stanziali a Roma e Ostia. Nel territorio di Latina operano pericolose organizzazioni criminali già monitorate dalla Dda di Roma: qui dal 2018 almeno 5 persone hanno iniziato a collaborare. Pendenti anche numerosi processi per caporoalato. Sul fronte di Rieti si segnalano delitti di volenza sessuale e stalking: allarme nel territorio di Velletri sulle numerose associazioni di tipo mafioso che gravitano sulla costa, in particolare a Pomezia, Anzio e Nettuno. Dai faldoni del tribunale di Viterbo infine, tante le pendenze per i reati in materia di droga, truffa allo stato, omicidio e lesioni stradali.






