domenica, Maggio 17, 2026

Guerra in Iran, parla Tajani: “Priorità agli italiani all’estero. Ambasciate aperte finché ci sono cittadini a rischio”

La tutela dei cittadini italiani all’estero resta la priorità assoluta del governo di fronte all’aggravarsi della crisi internazionale. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, ospite della trasmissione “Start” su Sky TG24, dove ha affrontato i temi legati alle tensioni in Medio Oriente, alla situazione dell’Iran e al ruolo dell’Italia nello scenario geopolitico attuale. “La nostra prima preoccupazione è tutelare i cittadini italiani”, ha spiegato Tajani, sottolineando come siano circa 100mila gli italiani coinvolti indirettamente dalle conseguenze della guerra in diverse aree del mondo. Molti di loro, ha precisato il ministro, sono rimasti bloccati nei collegamenti internazionali, soprattutto in Paesi come Maldive, Sri Lanka, Thailandia e India, a causa delle rotte aeree che transitano attraverso l’area del Golfo. Il governo sta lavorando a una serie di operazioni di assistenza e rientro. “Finché ci saranno italiani in pericolo non chiuderemo le ambasciate – ha aggiunto Tajani – anzi abbiamo inviato rinforzi dove necessario. In ogni aeroporto è stato attivato un desk dedicato per assistere i nostri connazionali”. Secondo i dati forniti dal ministro, circa 90mila italiani restano nell’area interessata dalla crisi, anche se non tutti hanno espresso la volontà di rientrare in Italia perché molti sono residenti o lavorano stabilmente nei Paesi coinvolti. Tra le misure in corso, il ministro ha annunciato l’organizzazione di voli charter per facilitare il rimpatrio dei cittadini italiani. Tre collegamenti speciali partiranno tra domani e dopodomani dagli Emirati Arabi Uniti verso l’Italia. Nel frattempo numerosi connazionali stanno raggiungendo l’Oman, da dove è previsto anche un volo straordinario di Ita Airways destinato alle persone più fragili, come malati e disabili. Il ministero degli Esteri sta inoltre lavorando per consentire agli italiani presenti in Bahrein e Kuwait di raggiungere l’Arabia Saudita per poi rientrare. Particolare attenzione viene riservata anche alla situazione del Libano, dove operano diversi contingenti e missioni italiane. “La situazione ci preoccupa – ha spiegato Tajani – ma l’aeroporto di Beirut è aperto e chi desidera lasciare il Paese può farlo”. Per quanto riguarda i militari italiani presenti nell’area, il ministro ha assicurato che sono in corso verifiche costanti sulla loro sicurezza: alcuni militari sono stati fatti rientrare dalla base in Kuwait, riducendo la presenza rispetto ai circa 300 effettivi normalmente impiegati. Tajani ha inoltre richiamato l’attenzione sulle possibili conseguenze economiche e migratorie del conflitto. “Speriamo che la guerra finisca il prima possibile – ha detto – e che non si verifichino movimenti migratori importanti come accaduto in Sudan”. Un altro rischio riguarda il commercio internazionale: la chiusura dello stretto di Hormuz potrebbe far aumentare il prezzo del grano, generando difficoltà economiche soprattutto nei Paesi più fragili. Il ministro ha poi spiegato le ragioni del trasferimento temporaneo dell’ambasciata italiana da Teheran a Baku. “Teheran era l’ambasciata più a rischio – ha dichiarato – e c’erano cittadini italiani che chiedevano di essere portati oltre confine”. Tre convogli sono partiti dalla capitale iraniana e hanno raggiunto l’Azerbaigian, con l’ultimo gruppo che ha attraversato la frontiera nella serata di ieri insieme all’ambasciatrice italiana. “Non abbiamo chiuso la rappresentanza diplomatica – ha precisato Tajani – ma trasferito l’ambasciatrice e alcuni funzionari a Baku, da dove continueranno a mantenere i rapporti con l’Iran”. La priorità, ha concluso il ministro, resta quella di mettere in sicurezza tutti gli italiani presenti nelle aree più esposte al rischio. Infine Tajani ha chiarito anche la posizione dell’Italia rispetto alle basi militari statunitensi presenti sul territorio nazionale: “Nessuno ci ha chiesto nulla, neanche per un eventuale uso logistico”, ha affermato, ribadendo come ogni decisione venga valutata nel rispetto della sovranità e degli accordi internazionali.

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