venerdì, Marzo 6, 2026

Leone XIV invita i leader mondiali a rinunciare alle armi e a scegliere la diplomazia

La preghiera del mese di marzo 2026 di Papa Leone XIV è intitolata “Per il disarmo e la pace”. Non è stato un messaggio a caso e tiene conto degli effetti imprevedibili dell’attacco statunitense e israeliano all’Iran e delle successive risposte dei vari attori di questa tragedia, che minacciano di farci precipitare in una guerra globale. Il Papa ci invita a “comprendere che la vera sicurezza non nasce dal controllo che alimenta la paura, ma dalla fiducia, dalla giustizia e dalla solidarietà tra i popoli”. Papa Leone XIV si è pronunciato oggi a favore della fine della corsa agli armamenti e delle guerre e ha esortato a costruire un nuovo mondo di pace. Nella preghiera trasmessa attraverso la sua Rete Mondiale di Preghiera, in collaborazione con il Dicastero per la Comunicazione, Leone ha chiesto di elevare la nostra supplica per la pace nel mondo, chiedendo che le nazioni rinuncino alle armi e scelgano la via del dialogo e della diplomazia: “Chiedo a Dio che disarmi nostri cuori dall’odio, dal rancore e dall’indifferenza, perché possiamo diventare strumenti di riconciliazione”. Nel suo messaggio chiede di mettere al centro la vita dei più vulnerabili e fa un appello urgente a chi ha in mano le sorti del mondo: “Che la minaccia nucleare non condizioni mai più il futuro dell’umanità!”. Prevost esorta a credere nel progetto di Dio che ci ha creati per la comunione, non per la guerra; per la fraternità, non per la distruzione: “Tu che hai salutato i tuoi discepoli dicendo: ‘La pace sia con voi’, concedici il dono della tua pace e la forza di realizzarla nella storia”. Ha espresso la necessità della pace e ha sottolineato che dobbiamo trovare “la forza per renderla realtà nella storia”, e, nello stile  più puro di San Francesco, invita a “farci costruttori fedeli e creativi della pace nel quotidiano: nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità e nelle nostre città”. Leone aggiunge: “Ogni parola gentile, ogni gesto di riconciliazione e ogni decisione di dialogo siano semi di un mondo nuovo”. L’iniziativa del video messaggio, nata durante il pontificato di Francesco, che Leone XIV decise di proseguire, ha l’obiettivo di diffondere le intenzioni di preghiera mensili del Pontefice. Gli organizzatori dell’iniziativa spiegano che il messaggio del Papa registrato giorni fa, è dovuto al continuo aumento delle spese militari. Secondo i dati dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) nel 2024 la spesa militare globale è cresciuta per il decimo anno consecutivo raggiungendo i 2,7 trilioni di dollari, con un aumento del 9,4% rispetto all’anno precedente. Di conseguenza, la spesa militare globale, ovvero la spesa in percentuale del prodotto interno lordo globale, è salita al 2,5%. Papa Leone XIV porta avanti un’instancabile campagna di preghiere e appelli per la pace nel mondo, concentrandosi sulla fine dei conflitti anche in Ucraina, Gaza e Nigeria, e sollecitando i leader mondiali al disarmo e alla ricerca di soluzioni non violente. Nei suoi discorsi, ha sottolineato che “la guerra è tornata di moda” e che la pace è un dono divino che richiede impegno, dignità umana e giustizia. In relazione a questo tema, papa Leone XIV ha incontrato recentemente alcuni giornalisti davanti a Villa Barberini, a Castel Gandolfo, dove ha chiesto di pregare e di lavorare per la pace. Mentre gli attacchi in Medio Oriente si intensificano e la tensione e la paura aumentano a livello globale, il Papa esorta tutti a perseguire questo obiettivo. Allo stesso tempo, ha chiesto un autentico sforzo per promuovere il dialogo e a risolvere i problemi senza ricorrere alle armi. Inoltre mercoledì scorso, durante la tradizionale udienza generale in Vaticano, davanti ai pellegrini riuniti in Piazza San Pietro, Papa Leone XIV aveva implorato la pace per il mondo intero, nel contesto dell’escalation di violenza in Medio Oriente. Il pontefice nel suo saluto ai fedeli di lingua tedesca aveva esortato a proseguire il cammino quaresimale in spirito di penitenza e conversione, implorando la misericordia e la pace di Dio per noi stessi e per il mondo intero. Allo stesso modo, rivolgendosi ai pellegrini di lingua araba, aveva ricordato la missione dell’istituzione. “La Chiesa è chiamata ad essere missionaria tra tutti i popoli per portare la buona notizia che Gesù Cristo è la nostra pace. Che il Signore vi benedica tutti e vi protegga sempre da ogni male!”

 

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