mercoledì, Aprile 15, 2026

Civitavecchia, svolta nella senologia: arriva il chirurgo plastico dedicato alle pazienti oncologiche

Per una donna colpita da tumore al seno, fino a oggi, un eventuale intervento ricostruttivo significava quasi sempre doversi rivolgere a strutture fuori territorio. Ora lo scenario cambia. La ASL Roma 4 ha annunciato l’arrivo di un chirurgo plastico dedicato alla senologia, una figura fino a oggi assente e destinata a incidere in modo significativo sul percorso di cura delle pazienti. L’annuncio è arrivato nel corso della presentazione del progetto Andos dedicato alla prevenzione per le donne escluse dagli screening regionali. A sottolineare la novità è stata la direttrice generale Rosaria Marino, che ha evidenziato come «finalmente anche le donne di Civitavecchia potranno avere, quando necessario, anche il chirurgo plastico oltre al senologo». Un passaggio che segna un’evoluzione non solo organizzativa, ma anche culturale nell’approccio alla cura. Non si tratta infatti di un dettaglio tecnico. L’integrazione tra senologia e chirurgia plastica consente una presa in carico più completa delle pazienti, soprattutto in una fase delicata come quella oncologica, in cui l’intervento chirurgico può avere un impatto profondo anche sul piano psicologico e sulla qualità della vita. L’obiettivo è ridurre la necessità di spostamenti verso altri centri e garantire un percorso più continuo e strutturato. Nel corso dell’incontro è stato inoltre ribadito il rafforzamento complessivo della rete senologica locale. Marina De Angelis d’Ossat, consulente della ASL Roma 4, ha ricordato la collaborazione pluridecennale tra Andos e l’ospedale San Paolo, sottolineando come oggi sul territorio siano disponibili le principali tecnologie diagnostiche: dalla mammografia con tomosintesi all’ecografia, fino alla risonanza magnetica e alla biopsia ecoguidata. La paziente viene seguita da un’équipe multidisciplinare lungo l’intero percorso clinico. Un concetto ribadito anche da Pietro Zaccagnino, primario facente funzione della Radiologia, che ha evidenziato come le dotazioni tecnologiche siano uniformi all’interno dell’azienda sanitaria e come la qualità delle prestazioni sia garantita su tutto il territorio della ASL Roma 4. Un modello che punta a ridurre le disuguaglianze tra centri e a rafforzare la rete locale di cura.
Ma l’attenzione si concentra anche sul futuro. Un ulteriore tassello riguarda infatti la radioterapia, considerata uno degli elementi ancora mancanti nella filiera oncologica locale. La direttrice generale Marino ha confermato che il progetto per la realizzazione del servizio al San Paolo è stato finanziato dalla Regione Lazio e che l’iter è destinato a proseguire senza ostacoli. De Angelis ha definito la radioterapia «l’ultimo anello» del percorso ancora da completare. Se realizzato, il progetto permetterebbe di evitare a molte pazienti ulteriori spostamenti fuori città proprio nella fase più delicata del trattamento, riducendo il carico fisico ed emotivo legato alla malattia.
Un insieme di interventi che, se portati a compimento, segnerebbero un cambio di passo significativo per la sanità locale. L’obiettivo dichiarato è chiaro: rendere Civitavecchia sempre meno dipendente dai centri esterni e sempre più autonoma nella gestione completa del percorso oncologico femminile.

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