sabato, Aprile 18, 2026

Valeria morta a 27 anni per meningite: la famiglia chiede giustizia

Stefano e Tiziana Fioravanti chiedono giustizia per la figlia, come recita lo striscione che campeggia fuori da Piazzale Clodio. In aula oggi parleranno i consulenti di parte civile. Ribadiranno che Valeria poteva essere salvata se solo la meningite batterica che la portò via a soli 27 anni il 10 gennaio del 2023, fosse stata diagnosticata in tempo. Se fossero stati eseguiti gli esami e una valutazione neurologica approfondita, sostiene la Procura di Roma. A processo per omicidio colposo ci sono tre medici: uno del Policlinico Casilino e due dell’ospedale San Giovanni. Rispettati correttamente tutti i protocolli sanitari, la posizione della difesa. In udienza si ricostruirà il calvario della ragazza iniziato iniziato a Natale 2022 con un’operazione per un ascesso causato da un pelo incarnito. L’infezione letale, la ricostruzione dell’accusa, scambiata, quando la 27enne aveva dolori lancinanti, per cefalea e lombosciatalgia. Quattro accessi al Pronto soccorso tra Casilino e San Giovanni. La diagnosi giusta arrivata troppo tardi, secondo i pubblici ministeri. Valeria diventata mamma da poco. Sua figlia allora aveva 13 mesi, ricorda la nonna, a cui la piccola chiede continuamente: “Dov’è la mamma?”.

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