lunedì, Aprile 20, 2026

Bulgaria, l’euroscettico Rumen Radev verso la maggioranza assoluta dei seggi

L’ex presidente Rumen Radev col suo partito “anti-corruzione” potrebbe avere la maggioranza dei seggi nel Parlamento bulgaro, secondo i risultati parziali. Non ce la fanno invece i socialisti del Bsp, che secondo gli exit poll era in bilico sulla soglia di sbarramento del 4%. Si va dunque verso il trionfo del partito Bulgaria progressista di Radev che con 45,9% dei voti otterrebbe oltre 120 seggi al Parlamento unicamerale composto da 240 deputati. Questo numero gli darebbe la possibilità di formare un governo senza essere costretto ad alleanze. Il partito conservatore Gerb otterrebbe il 13,1%, un crollo senza precedenti dopo aver governato il Paese per oltre 10 anni. In Parlamento, secondo Trend, entrano anche i liberali con l’11,4% dei voti, il partito della minoranza turca Dps con 6,0% dei voti e i nazionalisti di ‘Vazrazhdane’ (‘Rinascita) con il 5,1%. La vittoria di Radev suscita timori nell’Unione europea per le sue posizioni euroscettiche e filorusse. Dopo la sconfitta di Orbán in Ungheria, la Bulgaria di Radev potrebbe diventare la nuova spina nel fianco Est dell’UE e della Nato. “Abbiamo sconfitto l’apatia, ma la sfiducia nei politici bulgari rimane e c’è ancora molto lavoro da fare”. Lo ha detto Rumen Radev, parlando ai giornalisti dopo le proiezioni che lo danno in netto vantaggio nelle elezioni parlamentari in Bulgaria. Lo riporta l’agenzia Bta. Radev ha espresso gratitudine a tutti i suoi sostenitori, al suo team elettorale e a “tutti i bulgari che hanno votato secondo coscienza, indipendentemente dal partito che hanno appoggiato”. Ha inoltre rivolto un ringraziamento speciale ai bulgari all’estero, riconoscendo il coraggio di coloro che hanno fatto lunghe code per votare. “Ci aspettavamo di arrivare primi. Aspettiamo i risultati definitivi”: lo ha detto l’ex presidente bulgaro, Rumen Radev, dopo che i primi exit poll danno il suo partito, “Bulgaria Progressista”, in testa alle elezioni parlamentari di quest’oggi. Radev ha sottolineato che la riforma giudiziaria sarà una priorità fondamentale nel prossimo Parlamento. “Molti partiti hanno dichiarato che il Consiglio Superiore della Magistratura deve essere sostituito. Spero che insieme alla coalizione PP-DB ci muoveremo nella stessa direzione su questo tema”, ha affermato. Interrogato sulla possibilità di formare un governo di minoranza, Radev ha risposto di voler attendere i risultati definitivi, compresi i voti dall’estero. “Faremo tutto il possibile per evitare nuove elezioni”, ha concluso. La novità nel voto di oggi, sarebbe, secondo le agenzie, il “tramonto” dei conservatori del Gerb, che hanno dominato la politica bulgara per oltre un decennio. Altra grande novità potrebbe essere la previsione che per la prima volta il Partito socialista (Bsp) rischia di restare fuori dal parlamento. L’ennesimo voto anticipato in Bulgaria si tiene in una situazione di stallo economico e malessere sociale per il galoppante carovita dopo l’introduzione dell’euro all’inizio dell’anno. Si prevede una maggiore affluenza alle urne, circa il 55% degli elettori rispetto al 45% del voto precedente. I circa 6,5 milioni di elettori, compresi i numerosi residenti all’estero, potranno votare in oltre 12 mila seggi elettorali nel paese e 500 all’estero, fino alle 20 locali, le 19 italiane, con i primi exit pool attesi nella serata.

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