Se l’Iran pretende che gli Stati Uniti tolgano l’assedio navale dello Stretto di Hormuz è solo per guadagnarci, ma Washington non accoglierà la richiesta perché impedirebbe un accordo. A sostenerlo è il presidente americano Donald Trump, in un post sul social Truth. “L’Iran non vuole che lo Stretto di Hormuz sia chiuso, lo vuole aperto per poter guadagnare 500 milioni di dollari al giorno (che è, quindi, la cifra che perde se viene chiuso!)”, ha scritto. “Dicono di volerlo chiudere solo perché io l’ho completamente bloccato (chiuso!), quindi vogliono semplicemente ‘salvare la faccia’”. “Quattro giorni fa alcune persone mi hanno avvicinato dicendo: ‘Signore, l’Iran vuole lo Stretto aperto, immediatamente’. Ma se lo facessimo, non ci potrà mai essere un accordo con l’Iran, a meno che non facciamo saltare in aria il resto del loro Stato, compresi i loro leader!”, ha assicurato Trump. Donald Trump ha affermato di non voler prolungare il cessate il fuoco con l’Iran. “Non voglio farlo. Non abbiamo così tanto tempo” ha detto il presidente americano in un’intervista telefonica con Cnbc. “Con l’Iran vogliamo un buon accordo, non mi faccio mettere fretta” ha aggiunto il presidente, ribadendo che gli Stati Uniti hanno “completamente vinto la guerra. Se lasciassimo ora, a Teheran ci vorrebbero 20 anni per ricostruire”. Il capo della Casa Bianca quindi ha criticato i media e ha detto: “Avrei vinto in Vietnam e in Iraq rapidamente. Guardate al Venezuela”. Secondo quanto riportato dalla rete televisiva pubblica statunitense, che cita un funzionario americano, il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, ha annullato il suo viaggio in Pakistan. Uno dei motivi che hanno spinto Donald Trump a prorogare il cessate il fuoco con l’Iran è che Stati Uniti e il mediatore Pakistan si aspettano che il leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, risponda oggi all’ultima proposta di Washington. Lo scrive Axios citando una fonte regionale. “I negoziatori iraniani hanno detto che stanno aspettando il semaforo verde dal leader supremo”, ha detto la fonte, e direttive su quale dovrebbe essere l’esito dei negoziati. La proroga del cessate il fuoco voluta da Trump “non significa nulla”, afferma Mahdi Mohammadi, consigliere del Presidente del Parlamento iraniano, Ghalibaf. “La parte sconfitta non può dettare le condizioni. La continuazione dell’assedio non è diversa da un bombardamento e deve essere contrastata con una risposta militare”, ha affermato Mohammadi in un post sui social media. “Inoltre, la proroga del cessate il fuoco da parte di Trump è certamente uno stratagemma per guadagnare tempo in vista di un attacco a sorpresa. È giunto il momento per l’Iran di prendere l’iniziativa”. Nonostante i 40 giorni di guerra, l’Iran mantiene importanti capacità militari. A rivelarlo è un memorandum preparato dall’intelligence del Pentagono per i parlamentari americani, di cui dà notizia l’Nbc. Secondo il testo, diffuso con grande enfasi anche dai media iraniani, Teheran conserva “notevoli capacità militari”, tra cui migliaia di missili e droni kamikaze, e si sta preparando a rimettere in funzione le piattaforme di lancio. Il dipartimento della Difesa americano stima poi che l’Iran possa continuare a minacciare la navigazione nello Stretto di Hormuz, visto che ha intatta gran parte dei suoi missili da crociera per la difesa costiera e ha ancora imbarcazioni da attacco veloce. Gli Stati Uniti “hanno abbastanza missili per continuare a combattere” la guerra in Iran “in qualsiasi scenario plausibile. Il rischio, che persisterà per molti anni, è per le guerre future”. A lanciare l’allarme è stato il Centro di studi internazionali e strategici (Csis) che ha analizzato l’utilizzo di sette sistemi “chiave”, tra cui Patriot e Thaad, nei 39 giorni di attacchi all’Iran. Per quattro dei sette sistemi analizzati il Pentagono ha già attinto a più della metà delle scorte e i tempi di consegna di nuovi mezzi variano dai 42 ai 53 mesi.






