Ex dipendenti delle Ferrovie dello Stato, operai, militari. Sono tra le categorie più esposte all’amianto nel Lazio. Nella Giornata mondiale dedicata alle vittime, questo materiale, ampiamente usato nell’edilizia, continua a preoccupare: circa 10.000 nuovi casi l’anno in Italia e 7.000 decessi. Nel Lazio, 500 vittime ogni 12 mesi. Per lo più uccise da patologie tumorali legate all’inalazione o all’ingestione. Un dato che racconta una realtà ancora troppo diffusa. L’amianto è una presenza silenziosa, invisibile ma radicata nel quotidiano. Materiali a rischio sono ancora presenti in abitazioni, scuole, ospedali, strutture sportive, tubature dell’acqua e siti produttivi. Negli ultimi anni, più attenzione: interventi di monitoraggio, mappatura e bonifica. Tuttavia, la curva non scende.







