Un incendio è scoppiato in una raffineria di petrolio russa a Tuapse dopo un attacco di droni ucraini. Lo ha riferito la task force del Territorio di Krasnodar sul suo canale Telegram. “Un incendio è scoppiato in una raffineria di petrolio a Tuapse a causa della caduta di detriti provenienti da un drone”, si legge nella nota, secondo cui quasi duecento persone e una cinquantina di mezzi sono impegnati nello spegnimento del rogo. Almeno otto cittadini peruviani sono morti e altri cinque sono rimasti feriti dopo essere stati reclutati con false offerte di lavoro e inviati al fronte nel conflitto tra Russia e Ucraina. Lo riferiscono media locali e l’emittente Rpp, citando denunce di familiari e legali che parlano di una rete internazionale attiva tra America Latina ed Europa orientale. Secondo le testimonianze, gli annunci diffusi sui social promettevano salari elevati e impieghi civili, come cuochi o addetti alla sicurezza. Una volta arrivati in Russia, i lavoratori sarebbero stati privati dei documenti, costretti a firmare contratti in lingua sconosciuta e poi trasferiti in zona di guerra senza addestramento. Le famiglie segnalano oltre cento casi tra morti e dispersi, con contatti interrotti da settimane. Presentate denunce per tratta di persone, mentre le autorità valutano iniziative diplomatiche per assistenza e rimpatri, resi complessi dalla distanza e dall’assenza di garanzie di sicurezza. Mosca chiede all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) di essere “intransigente di fronte all’illegalità dell’Ucraina”, riferendosi agli attacchi contro la centrale nucleare di Zaporizhzhia. Lo dichiara la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, citata da Interfax. “Condanniamo fermamente questa atrocità. Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e ai cari del defunto”, ha affermato Zakharova. “Siamo convinti che la comunità
internazionale abbia l’obbligo di infliggere al regime di Kiev la dura e meritata punizione, costringendolo a cessare gli attacchi alla centrale nucleare di Zaporizhzhia e ad altre strutture nucleari pacifiche”, ha continuato. Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, ha dichiarato che gli attacchi alle centrali nucleari sono inaccettabili e che l’agenzia condurrà un’indagine sull’attacco con droni ucraini. L’intelligence militare dell’Ucraina ha diffuso nuovi dettagli tecnici e industriali relativi al missile da crociera aria-lanciato S-71K “Kovyor”, nell’ambito della piattaforma informativa “War&Sanctions”, dedicata alla mappatura delle capacità militari e della filiera tecnologica russa soggetta a restrizioni internazionali. La pubblicazione include un modello 3D interattivo, l’analisi dei componenti elettronici e la ricostruzione della catena produttiva, con l’obiettivo dichiarato di evidenziare le vulnerabilità industriali del sistema difensivo russo. Un tribunale russo ha classificato lunedì una delle principali organizzazioni per i diritti Lgbtq+ come “estremista”, di fatto mettendola al bando e aprendo la strada a procedimenti giudiziari per i suoi membri. Da anni, le autorità russe prendono di mira le organizzazioni per i diritti delle minoranze sessuali, finite ancora più nel mirino dopo l’offensiva contro l’Ucraina nel 2022. Oggi, un tribunale di San Pietroburgo si è pronunciato a favore del ministero della Giustizia russo, classificando l’Ong “Rete russa Lgbt” come estremista. “Il movimento è stato classificato come estremista e le sue attività sono proibite in Russia”, ha dichiarato il servizio stampa del tribunale. L’udienza si è svolta a porte chiuse. Il provvedimento potrebbe comportare pene detentive per chiunque sia associato al gruppo, con l’accusa di sostegno a un’organizzazione estremista, un reato simile a quelli di terrorismo previsti dal codice penale russo. Amnesty International aveva condannato l’iniziativa contro la Rete Lgbt russa a febbraio. “Questo provvedimento riflette una strategia deliberata del Cremlino per legittimare e strumentalizzare l’omofobia nella sua offensiva contro il dissenso e l’uguaglianza”, ha dichiarato Marie Struthers, direttrice di Amnesty International per l’Europa orientale e l’Asia centrale. Nel 2023, la Corte Suprema russa ha messo al bando quello che ha definito il “movimento sociale internazionale Lgbt”, etichettandolo come “organizzazione estremista”, pur non esistendo come entità giuridica. Continua la serie di morti di alti dirigenti e uomini d’affari che ha travolto la Russia poco dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina. Serghei Loiter, di 42 anni, è annegato mentre pescava nel fiume Volga nei pressi di Volgograd. Dal 2022 al 2024, l’uomo ha ricoperto il ruolo di direttore commerciale di Yandex, il Google russo, e negli ultimi due anni ha lavorato per Yango, la divisione internazionale del colosso russo di internet. Secondo i media locali, il corpo di Leutner è stato identificato tra quelli di tre pescatori scomparsi alla fine della scorsa settimana. Insieme al manager sono annegati anche l’imprenditore edile di Volgograd Serghei Nazarov (il cui corpo risulta ancora disperso) e il suo autista personale, Igor Prokhorov. Il corpo di Prokhorov è stato ritrovato per primo. “Presentava ferite alla testa. Sembra che si siano ribaltati o abbiano urtato qualcosa”, ha dichiarato una fonte alla testata locale V1.ru. Leutner è almeno il ventesimo dirigente di alto livello a morire in Russia in circostanze misteriose dall’inizio della guerra. Lo scorso settembre è stato ritrovato il corpo decapitato di Aleksei Sinitsyn, Ceo della società mineraria di sali di potassio e magnesio K-Potash Service. Ad agosto sono state segnalate le morti di Dmitri Osipov, presidente del consiglio di amministrazione di Uralkali, e di Mikhail Kenin, fondatore e principale azionista del Gruppo Samolet, il più grande sviluppatore immobiliare russo. Le cause della loro morte rimangono ignote. Il picco delle morti misteriose si è verificato nel 2022: a gennaio, il 60enne Leonid Shulman, responsabile del dipartimento trasporti di Gazprom Invest, è stato trovato morto in un quartiere residenziale di lusso nella regione di Leningrado. Un mese dopo, i corpi di Vladislav Avaev, ex vicepresidente di Gazprombank, insieme a quelli della moglie e della figlia, sono stati ritrovati in un appartamento di Mosca. Nel luglio del 2022, il corpo di Yuri Voronov, 61 anni, amministratore delegato della società di trasporti Astra Shipping, che lavorava ai contratti di Gazprom nell’Artico, è stato ritrovato nell’esclusivo complesso residenziale di Morskie Terrasy, sul Golfo di Finlandia. È morto a causa di un colpo d’arma da fuoco alla testa. Nell’autunno del 2022, Ravil Maganov, 67 anni, presidente del consiglio di amministrazione di Lukoil, cadde da una finestra dell’Ospedale Clinico Centrale del Dipartimento di Gestione del Patrimonio Presidenziale di Mosca. Il suo successore, Vladimir Nekrasov, 66 anni, morì un anno dopo per “insufficienza cardiaca acuta”. Nel marzo 2024, Vitaly Robertus, vicepresidente di Lukoil, morì all’età di 53 anni, ricorda il Moscow Times. L’azienda non ha reso note le cause e le circostanze della morte del dirigente.
Sempre nel 2022, Serghei Protosenya, ex dirigente della società energetica Novatek, è stato trovato morto, ucciso a colpi d’arma da fuoco, in una villa in Spagna, mentre Aleksander Tyulyakova, dirigente della divisione finanziaria di Gazprom, è stato trovato morto nel garage di una casa vicino a San Pietroburgo. Pavel Pchelnikov, direttore della comunicazione di Digital Logistics (Ferrovie Russe), è stato trovato con segni di suicidio sul balcone del suo appartamento a Mosca. Pavel Antov, fondatore di Vladimirsky Standard, è caduto dalla finestra di un hotel in India, e Ivan Pechorin, direttore della Far East and Arctic Development Corporation, è caduto da una barca durante una crociera vicino all’isola di Russky.
Guerra Ucraina Russia, incendio nella raffineria di Tuapse dopo un attacco di Kiev







