giovedì, Aprile 30, 2026

Ladispoli, avanzo da 7 milioni ma il sociale divide: “Spesa sotto i livelli standard”

Il rendiconto 2025 e la successiva variazione di bilancio approvati in aula consiliare a Ladispoli certificano una disponibilità economica significativa per l’ente, con un avanzo di amministrazione che sfiora i 7 milioni di euro e che, almeno sulla carta, offre ampi margini di intervento per le politiche pubbliche, ma il dato contabile si intreccia con un acceso confronto politico sulle priorità dell’amministrazione, in particolare sul fronte del sociale. A sollevare la questione è il movimento Ladispoli Attiva, che evidenzia come, a fronte dello slogan “il sociale prima di tutto”, i numeri raccontino una realtà diversa: nel 2025, infatti, a fronte di una previsione di spesa pari a circa 7,5 milioni di euro per le politiche sociali, l’impegno effettivo si sarebbe fermato a circa 5,17 milioni, corrispondenti all’8,75% del bilancio complessivo. Un dato che, tradotto in termini pro capite, equivale a circa 122 euro per abitante, collocando Ladispoli nella fascia più bassa rispetto ai Comuni di dimensioni analoghe, dove la media oscilla tra i 120 e i 150 euro per cittadino ma con percentuali di bilancio generalmente comprese tra il 13% e il 15%, mentre in alcune realtà del Nord si raggiungono anche valori tra i 180 e i 220 euro pro capite. A rafforzare le critiche contribuisce anche il monitoraggio della IFEL, che evidenzia come “la spesa dell’ente sia risultata inferiore al livello del fabbisogno standard per i servizi sociali”, segnalando una distanza tra le risorse utilizzate e quelle ritenute necessarie per garantire adeguati livelli di assistenza.Nel quadro delineato emergono anche ulteriori criticità, tra cui l’utilizzo non pieno delle risorse destinate all’assistenza agli studenti con disabilità, livelli considerati  insufficienti per quanto riguarda i servizi per la prima infanzia, come gli asili nido, e obiettivi non raggiunti sul fronte del trasporto scolastico dedicato agli alunni con disabilità. Elementi che, secondo l’opposizione, confermano una gestione orientata al contenimento più che al potenziamento dei servizi, riaprendo il dibattito sulle scelte politiche e sulle priorità future dell’amministrazione in un contesto economico che, numeri alla mano, offrirebbe invece spazi per interventi più incisivi.

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