giovedì, Aprile 30, 2026

Trump tiene chiuso Hormuz, petrolio a 118 dollari. La guerra costa, per l’UE 27 miliardi in 2 mesi

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump riceverà oggi un briefing dai vertici militari, guidati dall’ammiraglio Brad Cooper, a capo del CENTCOM, riguardante nuovi piani per una potenziale azione militare contro l’Iran. L’incontro conferma come il tycoon stia seriamente prendendo in considerazione la ripresa delle operazioni belliche per sbloccare l’attuale stallo negoziale e sferrare un colpo decisivo prima di porre fine al conflitto. Secondo quanto riferito da Axios, che cita diverse fonti informate, tra le opzioni al vaglio figurano la conquista di una parte dello stretto di Hormuz per garantirne la riapertura alla navigazione commerciale, un blitz mirato a mettere in sicurezza le scorte di uranio iraniano altamente arricchito e una serie di attacchi definiti brevi e potenti. Le forze Usa hanno dirottato “42 navi commerciali che tentavano di violare il blocco navale” nello Stretto di Hormuz, lo ha dichiarato l’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Centcom. “”Questo riflette l’impegno di uomini e donne della Marina. Finora, sono state fermate 41 petroliere con 69 milioni di barili di petrolio che il regime iraniano non ha potuto vendere”. Si tratta di un “valore stimato di 6 miliardi di dollari di cui la dirigenza iraniana non ha potuto beneficiare. Il blocco e’ altamente efficace e le forse Usa restano impegnate nella sua applicazione totale”.Un alto consigliere militare della Guida Suprema iraniana ha dichiarato che il blocco  statunitense dei porti iraniani “fallirà”, avvertendo che Teheran potrebbe optare per lo scontro se dovesse persistere. Lo scrive l’agenzia turca Anadolu. In dichiarazioni trasmesse stamattina dalla televisione di stato, Mohsen Rezaei ha affermato che l’Iran dispone di molteplici modi per aggirare il blocco, sottolineando che i tentativi di imporlo non avranno successo. Ha aggiunto che, se il blocco dovesse continuare, l’Iran potrebbe ricorrere allo scontro per romperlo. Rezaei ha anche delineato possibili scenari in caso di un’altra guerra, affermando che probabilmente si concentrerebbe sulle aree costiere meridionali, estendendosi verso Isfahan, con alcune attività anche nella parte occidentale del paese. Ha avvertito che un simile conflitto potrebbe includere bombardamenti e assassinii a Teheran. La stima di 25 miliardi di dollari fornita ieri da un alto funzionario del Pentagono ai legislatori in merito al costo totale della guerra con l’Iran fino a oggi è una cifra al ribasso che non include il costo della riparazione dei danni ingenti subiti dalle basi statunitensi nella regione. È quanto riferito alla Cnn da tre persone a conoscenza dei fatti. Una delle fonti ha affermato che la stima reale del costo si aggira intorno ai 40-50 miliardi di dollari, tenendo conto dei costi di ricostruzione delle installazioni militari statunitensi e della sostituzione delle infrastrutture distrutte. Il Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato a Fox News che Washington ha sequestrato “quasi mezzo miliardo” di dollari in  criptovalute iraniane e che l'”Operazione Furia Economica” ha gettato il governo di Teheran in una “crisi”. Lo riporta Al Jazeera. Bessent ha aggiunto che Trump aveva ordinato la campagna di pressione economica nel marzo dello scorso anno e gli aveva chiesto di “intensificare ulteriormente la pressione” circa tre settimane fa. Gli Stati Uniti stanno ora facendo pressione su governi e aziende stranieri affinché interrompano i rapporti con l’Iran. Gli Stati Uniti intendono schierare in Medio Oriente il loro sistema missilistico ipersonico, potenzialmente utilizzabile contro l’Iran. Questa operazione segnerebbe il primo impiego operativo di tale arma. È quanto scrive Bloomberg, ripresa dalle testate mediorientali. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Usc) ha richiesto il trasferimento nella regione del  sistema “Dark Eagle”, il cui sviluppo è stato a lungo ritardato, con l’obiettivo di dotare le forze statunitensi della capacità di colpire i lanciatori di missili balistici in profondità nel territorio iraniano. Se approvato, si tratterebbe del primo impiego operativo di un sistema d’arma ipersonico da parte degli Stati Uniti, un’arma che ha subito anni di ritardi e non è ancora stata dichiarata pienamente operativa, nonostante Russia e Cina abbiano già schierato le proprie versioni.

Articoli correlati

Ultimi articoli