I circa 175 attivisti della Global Sumud Flotilla per Gaza, che erano stati intercettati nella notte tra mercoledì e giovedì dalle forze israeliane in acque internazionali nel Mediterraneo, sono sbarcati sull’isola di Creta: lo ha constatato un giornalista di Afp sul posto. Lo sbarco è avvenuto nel sud-est dell’isola. Scortati dalla Guardia costiera greca, gli attivisti sono saliti su quattro autobus diretti verso una destinazione al momento non specificata dalle autorità, secondo la stessa fonte. Due degli attivisti “saranno condotti in Israele per essere interrogati”, in quanto considerati autori di attività sospette: lo indica in un comunicato il Ministero degli Esteri israeliano. Si tratta di Saif Abu Keshek, “sospettato di affiliazione a un’organizzazione terroristica”, e Thiago Ávila, “sospettato di attività illegali”, aggiunge il comunicato. Nella nota, il Ministero israeliano ringrazia inoltre il governo greco per aver accettato lo sbarco a Creta dei restanti attivisti della Flotilla. Nei giorni scorsi, diverse imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, salpata all’inizio del mese dalle coste europee con l’intenzione di rompere il blocco navale israeliano su Gaza, sono state bloccate dalla Marina israeliana mentre navigavano in acque internazionali vicino all’isola greca di Creta. L’operazione è iniziata nella tarda serata di mercoledì, quando il gruppo ha denunciato che le imbarcazioni erano state “avvicinate da motoscafi militari, che si sono identificati come ‘israeliani’, puntando laser e armi d’assalto semiautomatiche e ordinando ai partecipanti di spostarsi a prua e di mettersi in ginocchio con le mani a terra”. Sono in totale 22 le navi intercettate e 175 gli attivisti arrestati, 23 dei quali italiani. Inizialmente Tel Aviv ha fatto sapere che i fermati sarebbero stati portati in Israele, ma in un secondo momento il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, ha riferito che “in coordinamento con il governo greco, le persone trasferite dalle imbarcazioni della flottiglia alla nave israeliana saranno sbarcate su una spiaggia greca nelle prossime ore”. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha usato un tono di scherno: “Sono stati respinti e torneranno nei loro Paesi di origine. Continueranno a guardare Gaza su YouTube”. La Grecia, tramite una dichiarazione del Ministero degli Esteri, ha chiesto “moderazione e rispetto universale del diritto internazionale”. Il dicastero greco afferma che Atene, “in quanto fattore di stabilizzazione nella regione”, ha esortato Israele a ritirare le sue navi dall’area e ha offerto assistenza diplomatica, tra cui l’accoglienza degli equipaggi in Grecia e la facilitazione del loro rimpatrio nei rispettivi Paesi. Atene ha aggiunto che le autorità greche sono in consultazione con Israele in merito allo “sbarco in sicurezza” dei passeggeri in Grecia e che una delegazione del Ministero degli Esteri è stata inviata al punto di arrivo per coordinare le azioni con altre autorità e servizi consolari stranieri. La nota diffusa dal Ministero sui social afferma che la Grecia sta agendo “nel rispetto del diritto internazionale e dei principi umanitari”, compresi il diritto marittimo e il diritto internazionale umanitario. Le autorità hanno affermato che i servizi consolari vengono tenuti informati sugli sviluppi mentre proseguono gli sforzi di coordinamento. La Flotilla contesta il fatto che, come nel 2025, i fatti siano avvenuti in acque internazionali, e ha accusato le forze israeliane di avere “distrutto i motori e i sistemi di navigazione” e di avere poi “abbandonando intenzionalmente centinaia di civili su navi in avaria e danneggiate, proprio sulla traiettoria di una violenta tempesta in arrivo”. “Mentre i partecipanti alla Flotilla si trovano di fronte a una trappola mortale calcolata in mare, la popolazione di Gaza rimane il bersaglio principale di una spietata campagna di fame e massacro che dura da anni. La logica che viene applicata è identica: lo Stato israeliano crea le condizioni per la morte, sabota i mezzi di sopravvivenza e poi aspetta che la natura o le circostanze completino l’opera” hanno aggiunto gli attivisti.
Flotilla, sbarcati a Creta i 175 attivisti fermati: due saranno portati in Israele e interrogati







