“Se alcuni termini e i toni utilizzati hanno urtato la sensibilità di qualcuno me ne scuso. Proprio per prevenire fraintendimenti e strumentalizzazioni, considerato anche il contesto mediatico, ho provveduto a rimuovere il commento a conferma dell’attenzione nel preservare la chiara distinzione tra opinioni personali e comunicazione istituzionale, anche a tutela dell’immagine dell’Ateneo”. Lo scrive, in un messaggio su un suo profilo social, il docente della Sapienza finito nella bufera per un post in cui – a quanto denunciato da Cambiare Rotta – ha ‘inneggiato a rastrellamenti ed espulsioni’. “Il commento è stato pubblicato esclusivamente tramite il mio profilo personale – è la premessa – senza utilizzo di firme istituzionali, loghi, intestazioni, canali ufficiali o formule idonee a rappresentare l’Università o i suoi organi”. E assicura che “non vi era alcuna intenzione di legittimare condotte al di fuori dello Stato di diritto né di mettere in discussione il sistema di garanzie previsto dall’ordinamento, che resta il quadro di riferimento per qualsiasi intervento in materia. In tale prospettiva, il contenuto non conteneva inviti concreti e specifici alla commissione di reati né espressioni discriminatorie o ostili verso gruppi identificabili per caratteristiche protette”.







