lunedì, Maggio 4, 2026

Palazzina Ater senza ascensore a Primavalle. La rabbia dei residenti disabili

Da anni convivono con ostacoli che rendono impossibile una vita quotidiana normale, trasformando semplici spostamenti in imprese insormontabili. È il grido d’allarme che arriva da via Litta, nel quartiere Primavalle di Roma, dove i residenti denunciano la presenza di barriere architettoniche mai rimosse e diventate nel tempo un problema strutturale. Marciapiedi dissestati, scalini privi di rampe e percorsi impraticabili per chi ha difficoltà motorie sono al centro delle segnalazioni, rimaste per anni senza risposte concrete da parte delle istituzioni. A rendere ancora più drammatica la situazione è la testimonianza di una donna di 91 anni, disabile e affetta da patologie cardiache, che vive in uno degli edifici della via e che racconta una quotidianità fatta di rinunce e isolamento forzato. “Siamo prigionieri in casa nostra”, è lo sfogo che riassume una condizione condivisa anche da altri residenti anziani o con mobilità ridotta, costretti a dipendere dall’aiuto di familiari o vicini anche per le esigenze più semplici, come uscire per una visita medica o fare la spesa. Secondo quanto riferito, le criticità sarebbero state segnalate più volte nel corso degli anni, ma senza che si arrivasse a interventi risolutivi, lasciando la strada in una condizione di inaccessibilità che contrasta con le normative vigenti in materia di abbattimento delle barriere architettoniche. Il problema non riguarda solo il disagio individuale, ma assume anche una dimensione sociale più ampia, evidenziando come intere fasce di popolazione possano essere escluse dalla piena fruizione degli spazi urbani. I residenti chiedono ora interventi urgenti e concreti, sottolineando come la situazione non sia più sostenibile e richieda una risposta immediata per garantire dignità, sicurezza e autonomia a chi vive quotidianamente queste difficoltà.

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