“La pace non può aspettare ‘parate’ e ‘celebrazioni'”, “il 6 maggio mostrerà se Mosca è seria e cosa vuole veramente: la pace o parate militari”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, in merito alla “dichiarazione molto importante e giusta” del presidente Volodymyr Zelensky che ha annunciato un cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte tra il 5 e il 6 maggio, senza attendere la tregua dell’8 e 9 maggio prevista da Mosca in occasione delle celebrazioni per il Giorno della Vittoria. “Se Mosca è pronta a porre fine alle ostilità, può farlo già domani sera. L’Ucraina è pronta: a mezzanotte tra il 5 e il 6 maggio. Questa è una proposta seria per porre fine alla guerra e passare alla diplomazia. Chiedo a tutti i nostri partner, a tutti gli Stati amanti della pace, a tutte le sedi delle organizzazioni internazionali di sostenere questo appello per la fine delle ostilità”, ha concluso il ministro. La Russia lancerà una massiccia rappresaglia missilistica sul centro di Kiev se l’Ucraina tenterà di attaccare le celebrazioni del Giorno della Vittoria previste il 9 maggio a Mosca violando la tregua (unilaterale) annunciata dal ministero della Difesa. “Se il regime di Kiev tenterà di attuare i suoi piani criminali per interrompere le celebrazioni dell’81esimo anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica, le Forze Armate della Federazione russa lanceranno un massiccio attacco missilistico di rappresaglia sul centro di Kiev”, ha dichiarato il ministero in un comunicato. “Nonostante le sue capacita’, la Russia si e’ astenuta in passato da tali azioni per ragioni umanitarie”, ha ricordato Mosca.”Avvertiamo la popolazione civile di Kiev e i dipendenti delle missioni diplomatiche straniere della necessita’ di lasciare immediatamente la citta’”, si legge nel comunicato. Stanotte le forze ucraine hanno lanciato un attacco missilistico e con droni contro diverse regioni russe colpendo un sito militare-industriale strategico a Cheboksary, nella Repubblica Ciuvascia: lo riportato alcuni canali Telegram russi. Foto e video pubblicati sui social media da residenti locali sembrano mostrare un vasto incendio divampato presso la JscVniir-Progress, un istituto statale russo che produce componenti per armi di precisione utilizzate da Mosca per attaccare l’Ucraina. Dei boati sono stati uditi nella zona dell’impianto in seguito a un allarme aereo che segnalava una minaccia missilistica nella regione. I canali Telegram russi hanno riferito che un missile FP-5 Flamingo di fabbricazione ucraina ha danneggiato la struttura. Il governatore locale OlegNikolayev ha affermato che una persona è rimasta ferita nell’attacco a Cheboksary. Il raid si inserisce in un più ampio attacco a diverse regioni russe, con esplosioni segnalate nella Crimea occupata, così come nelle città di Voronezh e Kazan. Il governatore dell’oblast di Leningrado, Alexander Drozdenko, ha riferito che18 droni sono stati abbattuti sulla regione. Drozdenko hadichiarato che è stato segnalato un incendio in una zona industriale di Kirishi, località che ospita una delle due principali raffinerie russe per volume di produzione. Non sono disponibili informazioni sull’obiettivo dell’attacco né sui danni causati. Anche il sindaco di Mosca, Sergey Sobyanin, ha affermato che due droni sono stati abbattuti mentre si avvicinavano alla capitale russa. Almeno 18 aeroporti russi hanno emesso un blocco temporaneo delle operazioni di volo a terra a causa dei proiettili ucraini in arrivo, con allarmi antiaerei dichiarati in regioni distanti fino a 2.000 chilometri dal confine tra Russia e Ucraina. L’esercito ucraino non ha ancora commentato gli attacchi segnalati e l’entità dei danni non è stata immediatamente chiara. Kiev lancia regolarmente attacchi con droni contro installazioni militari e industriali in Russia. Gli Stati Uniti si starebbero preparando a un nuovo tentativo di pressione sull’Ucraina, questa volta attraverso una proposta di revoca delle sanzioni contro la Russia in cambio di un cessate il fuoco privo di garanzie di sicurezza per Kiev, secondo fonti del governo ucraino citate dall’agenzia RBC-Ucraina.
Ufficialmente, lo stallo nei negoziati viene collegato alla guerra in Iran, che avrebbe completamente assorbito l’attenzione del presidente statunitense Donald Trump e del suo team negoziale. Tuttavia, le stesse fonti sostengono che l’impasse fosse già emersa a febbraio, prima dell’avvio dell’operazione iraniana. Secondo RBC-Ucraina, Washington potrebbe tentare di “vendere” la revoca delle sanzioni in cambio di alcune concessioni da parte del Cremlino.







