Lo stomaco ancora pieno di cibo anticipa, stando alle conclusioni dell’autopsia, l’orario del massacro di Federica Torzullo. 23 coltellate sferrate – secondo l’accusa – dal marito Claudio Carlomagno non certo la mattina, alle 6 e 35 del 9 gennaio scorso, come aveva raccontato lui stesso agli inquirenti. Una confessione piena di zone d’ombra, ha sempre sostenuto la Procura di Civitavecchia, che fissa, alla luce di questi risultati, il femminicidio già dopo cena. E’ nella villetta della coppia ad Anguillara Sabazia, con il figlio fuori, dai nonni materni, che Carlomagno – la ricostruzione dei pubblici ministeri – avrebbe messo in atto la vendetta contro quella donna che voleva lasciarlo. Nel cellulare di Federica gli investigatori hanno trovato ricerche di agenzie immobiliari. La prova dell’intenzione della vittima di andar via quanto prima da quella casa in cui, poi, ha trovato la morte. Il corpo di Federica caricato da Carlomagno nel bagagliaio della propria auto, la ricostruzione degli investigatori, il tentativo di cancellare le tracce dandogli fuoco prima di seppellirlo nel terreno nella ditta di famiglia sotto due metri di terra. Un delitto, secondo la pubblica accusa, premeditato e pianificato anche nei tentativi di allontanare da sé ogni sospetto. L’11 maggio Carlomagno, detenuto da metà gennaio nella carcere di Civitavecchia, verrà interrogato nuovamente. Sarà il momento della discovery, quello in cui la Procura svelerà tutte le prove raccolte a suo carico.







