«Arroganza e indifferenza verso i problemi delle persone». E ancora: «Gli infissi li paga lei?». A Ladispoli esplode la polemica politica dopo l’intervento della consigliera di maggioranza Franca Asciutto durante la discussione di una mozione sull’inquinamento acustico in aula consiliare. Dichiarazioni che non sono state ben accolte da una parte della cittadinanza e che hanno immediatamente innescato una reazione a catena anche tra le forze politiche, con richieste di chiarimenti e, in alcuni casi, persino di dimissioni rivolte al sindaco Alessandro Grando. A intervenire con toni duri sono stati i consiglieri Amelia Mollica Graziano e Ferdinando Cervo, che hanno definito le parole pronunciate in aula come “inopportune” e politicamente gravi. Secondo i due esponenti dell’opposizione, sostenere che i cittadini debbano farsi carico autonomamente dei costi per difendersi dall’inquinamento acustico rappresenterebbe un ribaltamento delle responsabilità istituzionali, oltre che un segnale preoccupante sul modo di intendere il ruolo dell’amministrazione. Nel loro intervento, Mollica e Cervo sottolineano come il compito di chi governa sia quello di prevenire i disagi, regolamentare le attività e garantire il rispetto delle norme, non quello di trasferire sui residenti il peso economico delle criticità del territorio. Particolarmente contestata è l’idea che la tutela dal rumore possa diventare una spesa privata per i cittadini, considerata una “resa dell’amministrazione” di fronte a un problema pubblico. La polemica si è ulteriormente accesa per il fatto che le dichiarazioni arrivano da un esponente della maggioranza, elemento che secondo l’opposizione aggraverebbe il quadro politico complessivo. Per Mollica e Cervo non si tratterebbe di un episodio isolato, ma del sintomo di un approccio amministrativo ritenuto sbagliato, incapace di mettere al centro le esigenze dei residenti. Da qui la richiesta di un’assunzione di responsabilità politica da parte della consigliera, fino all’ipotesi di dimissioni. Sulla vicenda è intervenuto anche il Partito Democratico di Ladispoli, che aveva presentato la mozione in discussione, sottoscritta insieme alle altre forze di opposizione e finalizzata a dare seguito a quanto già approvato nel consiglio comunale del luglio 2024. Per il PD, le parole pronunciate in aula rappresenterebbero una lettura distorta del problema, quasi provocatoria, che rischia di spostare l’attenzione dai soggetti responsabili ai cittadini stessi. Secondo i dem, invece, la direzione corretta sarebbe quella indicata dalla normativa e dal buon senso amministrativo: controlli più efficaci, regole chiare, strumenti di monitoraggio e una precisa assunzione di responsabilità da parte degli esercenti coinvolti nelle attività potenzialmente fonte di rumore.La discussione in consiglio comunale ha quindi aperto un fronte politico che va oltre il tema specifico dell’inquinamento acustico, trasformandosi in uno scontro più ampio sul rapporto tra amministrazione e cittadini e sul ruolo delle istituzioni nella gestione dei disagi urbani. Una vicenda che, al momento, non sembra destinata a rientrare rapidamente e che continua ad alimentare il dibattito politico cittadino.
Ladispoli, polemica in consiglio comunale sull’inquinamento acustico: scontro politico dopo le parole della maggioranza







