L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) osserva con grande attenzione il focolaio di hantavirus sviluppatosi sulla nave da crociera MV Hondius, in viaggio nell’Atlantico. Finora si registrano tre decessi – una coppia olandese e una donna tedesca – e otto contagiati, cinque dei quali confermati dall’Oms. Gli esperti riuniti a Ginevra precisano però che “non è come il Covid”: al momento non si prevede né una grande epidemia né una pandemia. Il focolaio viene considerato una grave situazione sanitaria che richiede cautela, ma resta perlopiù contenuto e il rischio per la popolazione generale viene giudicato basso. L’Oms ricorda inoltre che il periodo di incubazione del virus può arrivare fino a sei settimane. L’Organizzazione mondiale della sanità ha richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire diagnosi tempestive e cure adeguate nei casi di hantavirus, ricordando che in precedenti focolai la malattia ha mostrato una significativa gravità clinica, sottolineando l’importanza di un intervento sanitario rapido soprattutto nei casi più severi. A tal proposito, Anaïs Legand dell’Oms ha spiegato che in precedenti focolai passati è stato osservato un tasso di mortalità “elevato” associato all’hantavirus. È molto importante che qualsiasi paziente possa essere ricoverato in uno spazio sicuro e adeguatamente attrezzato, con personale formato, per garantire che i pazienti possano ricevere il livello di cure necessario, nel caso in cui presentino un quadro clinico grave e un peggioramento delle condizioni”, ha poi aggiunto. Nel frattempo Bruxelles ha convocato una riunione straordinaria con le autorità sanitarie e di protezione civile degli Stati membri. La Commissione europea ha confermato che la Spagna ha attivato il meccanismo europeo di protezione civile per coordinare eventuali evacuazioni mediche, rimpatri e forniture sanitarie. L’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha presentato una valutazione del rischio e linee guida per la gestione dei passeggeri all’arrivo nei porti europei. Sono inoltre previste nuove riunioni con i Paesi del G7 che hanno cittadini a bordo della nave. “La tutela della salute pubblica resta la priorità assoluta”, ha ribadito la Commissione europea, assicurando che la situazione viene seguita “con la massima vigilanza”. Il vero nodo ora è ricostruire gli spostamenti delle persone salite sulla nave nelle ultime settimane. Le autorità sanitarie di diversi Paesi – dagli Stati Uniti a Singapore, passando per Europa e Sudafrica – stanno lavorando per rintracciare i passeggeri già sbarcati e monitorare eventuali sintomi. Secondo la compagnia Oceanwide Expeditions, 146 persone provenienti da 23 Paesi, inclusi 17 cittadini statunitensi, si trovano ancora a bordo della Hondius e sono sottoposte a “rigorose misure precauzionali”. Particolare attenzione è rivolta ai circa 30 passeggeri sbarcati sull’isola di Sant’Elena, nell’Atlantico meridionale, prima che l’epidemia fosse pienamente compresa. Diversi casi gravi sono stati evacuati verso l’Europa, mentre la nave dovrebbe arrivare a Tenerife nel fine settimana prima del rimpatrio dei passeggeri nei rispettivi Paesi. La dispersione dei viaggiatori in diversi continenti ha inevitabilmente riportato alla memoria i primi giorni della pandemia di Covid-19. Tuttavia, gli esperti precisano che l’hantavirus ha caratteristiche molto diverse. Il focolaio sarebbe legato al cosiddetto “ceppo andino”, una variante rara ma potenzialmente grave che, in alcune circostanze, può trasmettersi tra esseri umani attraverso contatti molto ravvicinati. L’Oms evidenzia però che non esistono prove di una trasmissione diffusa. Il periodo di incubazione può variare da una a sei settimane, elemento che complica il lavoro di tracciamento e rende possibile la comparsa di nuovi casi anche nei prossimi giorni.







