sabato, Maggio 9, 2026

Concerto di musica da camera degli allievi del M° Barbara Ferrara del Conservatorio di Musica di Santa Cecilia

Nell’ambito dei concerti promossi dalla “Cooperativa Sociale Apriti Sesamo”, organizzati a Roma dal 2015, a titolo gratuito, dalla storica dell’arte Stefania Severi con la Direzione Artistica del M° Claudio Giuliani per sostenere mediante offerte i restauri della Basilica di Santa Cecilia in Trastevere (Piazza di Santa, 22) di cui è Rettore Mons. Marco Frisina e resi possibili dall’ospitalità della Comunità del Monastero delle Benedettine di Santa Cecilia in Urbe, di cui è Abbadessa Maria Giovanna Valenziano, la Sala “Santa Cecilia” della Basilica domenica 10 maggio alle ore 17.00 ospiterà un concerto di musica da camera degli allievi del M° Barbara Ferrara, docente di ruolo di Musica da Camera presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, insieme ai quali si esibirà al pianoforte il direttore d’orchestra, pianista, compositore e direttore artistico M° Andrea Fornaciari. Anche ciò che verrà raccolto in occasione del concerto è finalizzato ai restauri.
In programma musiche di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) “Quintetto per pianoforte e fiati K. 452” Largo – Allegro moderato; Larghetto; Rondò: Allegretto (Alessandro Vecchia, oboe; Giulio Barbieri, clarinetto; Stefano Orza , corno; Reynaldo Atencio, fagotto e M° Andrea Fornaciari, pianoforte); di Georg Philipp Telemann dalle “6 Sonate per 2 flauti senza basso” N. 1 TWV 40:103 in Re Maggiore: I. Dolce, II. Allegro, III. Largo, IV. Vivace (Stefania Scalzi, flauto e Giulia Valenti, flauto); di Francis Poulenc (1899-1963) “Sestetto per pianoforte e quintetto di fiati”: Allegro vivace; Divertissement e Finale (Stefania Scalzi/Giulia Valenti, flauto; Alessandro Vecchia, oboe; Beatrice Trusiani, clarinetto; Stefano Orza, corno; Reynaldo Atencio, fagotto e M° Andrea Fornaciari, pianoforte).
La Basilica, patrimonio dello Stato Italiano, e l’annesso Monastero, risalenti all’epoca Paleocristiana, sono ricchi di patrimoni d’arte purtroppo minati dall’umidità, a causa della vicinanza del Tevere, e pertanto bisognosi di restauri continui. Anche nell’ottica di valorizzare tale patrimonio, il Monastero, negli anni, ha attivato tre scuole-laboratorio, aperte a tutti, senza limiti di età né requisiti di partenza. La scuola “Cantantibus Organis”, nata con l’intento di fare esperienza dell’ars celebrandi in ambito monastico, che gode del Patrocinio dell’Ufficio Liturgico della Diocesi di Roma e dell’Aiscgre, Associazione Internazionale Studi Canto Gregoriano; la scuola “Petali e Pennelli” per l’acquisizione delle tecniche dell’acquerello botanico e il “Laboratorio per la conservazione, manutenzione e recupero dei beni – memoria delle attività del Monastero”.
Roberto Rossi

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