mercoledì, Maggio 13, 2026

Andrea Sempio a Roma per la perizia psicologia. La difesa: “Non c’è una pistola fumante”

Il caso Garlasco ancora al centro dell’attenzione giudiziaria per gli sviluppi dell’“inchiesta bis” aperta dalla Procura di Pavia sulla morte violenta di Chiara Poggi avvenuta il 13 agosto 2007. Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, è l’unico indagato per omicidio aggravato e viene indicato come responsabile del delitto per un rifiuto di un approccio sessuale, secondo la nuova linea accusatoria dei pm. Lui si è avvalso della facoltà di non rispondere. La consulenza tecnica della Procura ha prodotto una ricostruzione 3D della villetta di Garlasco, in cui il modellino di Sempio risulta compatibile con un’impronta 33 trovata vicino alla cantina dove fu scoperto il corpo. Ricordiamo che l’allora fidanzato di Chiara, Alberto Stasi, è stato già condannato in via definitiva per lo stesso omicidio e ha quasi finito di scontare la sua pena. “Com’è andata? È una psicodiagnosi, non possiamo sapere come è andata al momento. Il tutto dovrà essere sviluppato e poi presentato. Questi sono accertamenti seri, non sono ‘in corsa’”. Così Armando Palmegiani, il consulente di Andrea Sempio – indagato per il delitto di Garlasco – parlando con i cronisti davanti al laboratorio ‘Genomica’ a Roma dove è giunto anche Sempio per sottoporsi a perizia psicologica e per incontrare il pool difensivo. Com’è andata la giornata di Sempio con la psicoterapeuta? “Non lo so, però penso stancante. Sono due giorni che lo sta facendo”, spiega. Se ci saranno altre giornate di perizia? “Non lo posso sapere in questo momento. Credo che dal punto di vista della psicoterapeuta potremmo aver terminato, però magari potrebbe chiedere un altro incontro”. In merito poi a cosa spaventi di più il 38enne indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, Palmegiani sottolinea: “Non è che ci sia qualcosa che spaventi lui o noi, noi stiamo valutando i dati. Certo c’è una pressione sia mediatica sia giudiziaria molto forte, ma credo lo vediamo tutti”. “Quel video… io ce l’ho… dentro la penna…”. È una delle frasi pronunciate da Andrea Sempio il pomeriggio del 14 aprile 2025 e intercettata dai carabinieri. L’audio, contenuto negli atti della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco in cui il 38enne è indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, è stato pubblicato da la Repubblica sul suo sito online. Per gli investigatori Sempio parla del video intimo girato dalla vittima con il fidanzato Alberto Stasi, al momento unico indagato per il delitto. Le, pronunciata a voce bassissima e con forti rumori di sottofondo che ne rendono difficile la comprensione, sarebbe decisiva per gli inquirenti, secondo cui Sempio menziona una circostanza fino a quel momento sconosciuta agli stessi inquirenti, ovvero la presenza del video su una chiavetta. Subito dopo il soliloquio, Sempio accosta – si sente il rumore della freccia e di una portiera che si apre – per far salire una amica. “Sono abbastanza sicuro che qua ascoltano…”, le dice. “Ho sostenuto sin dall’inizio, subito dopo l’omicidio di Chiara Poggi, che le indagini dovevano essere condotte a 360 gradi e non concentrarsi solo su Alberto Stasi. È quanto sta facendo oggi l’attuale Procura di Pavia, con il supporto dei carabinieri di Milano”. A dichiararlo è il maresciallo Francesco Marchetto, oggi in pensione, all’epoca dei fatti comandante della stazione dell’Arma a Garlasco. Pochi giorni dopo il delitto di via Pascoli, venne estromesso dall’inchiesta: “Una decisione che, a distanza di 19 anni, mi procura ancora amarezza”, commenta Marchetto. Pur essendo stato accusato di favoreggiamento di Stasi, tre processi contro di lui sono stati archiviati o presi in considerazione al vaglio della prescrizione.
“La verità finalmente si avvicina – afferma il maresciallo -. Ormai è questione di settimane, se non di giorni. La Procura di Pavia sta per chiudere il cerchio: vedremo se in questo cerchio, alla fine, resterà solo Andrea Sempio o entreranno altri. Non si possono escludere, a mio avviso, ulteriori sviluppi”. Per Marchetto “questa Procura sta dimostrando di non guardare in faccia a nessuno: a dimostrarlo è la recente sentenza del processo Clean 2, con le condanne di Pappalardo e Scoppetta”. Sulla posizione di Stasi, per il quale potrebbe prospettarsi il processo di revisione dopo aver scontato 11 anni in carcere, Marchetto non vuole sbilanciarsi: “L’attuale indagine è concentrata su Sempio e non riguarda Stasi. Certo, Alberto potrebbe trarne beneficio”. L’ex comandante della stazione carabinieri di Garlasco ritiene importanti tutti gli elementi raccolti dagli inquirenti nella nuova inchiesta: “Sono fondamentali sia gli accertamenti scientifici che le intercettazioni: una prova non esclude le altre. L’importante è arrivare finalmente al colpevole. E la strada intrapresa è quella giusta”. Per la Procura di Pavia, Andrea Sempio non sarebbe passato per caso, dopo aver “notato la presenza di un’ambulanza e di diverse persone”, come mise a verbale, in via Pascoli a Garlasco, davanti alla villetta dei Poggi, nel pomeriggio del 13 agosto 2007, dopo che in mattinata Chiara era stata uccisa, per l’accusa, dal commesso allora19enne. Di quel suo passaggio davanti all’abitazione nei mesi scorsi erano riemerse anche alcune foto. Negli atti gli inquirenti, riportando pure delle piantine della zona, scrivono che “non si capisce per quale motivo” Sempio in auto col padre, dopo le ore 15 di quel giorno, passando da casa della nonna del ragazzo a quella familiare, “avrebbe dovuto transitare all’altezza di via Pascoli”, dato che non era lungo il percorso, anzi si trovava “esattamente nella direzione opposta”. In un verbale del 2008 il giovane aveva dichiarato che “nel transitare per via Pavia giunti all’altezza di via Pascoli, notavo la presenza di un’ambulanza e delle persone”. Sempre peri pm, però, non è “verosimile che dal breve tratto di via Pavia, percorso dall’indagato e dal padre, fossero visibili le persone presenti in via Pascoli, considerata la distanza e la presenza di due rotatorie”. La versione di Sempio, anche su questo punto, dunque, per l’accusa è “palesemente inverosimile”. Il ragazzo, tra l’altro, nel 2008 aveva raccontato di essersi “recato nuovamente in via Pascoli per curiosità verso le 16 da solo”. E che aveva saputo da una giornalista che “era stata trovata morta una ragazza all’interno della propria abitazione” e qualcuno dei presenti aveva fatto il nome di Chiara Poggi. Poi, era tornato a casa e più tardi era andato ancora là in via Pascoli col padre.

 

 

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