A cinque anni dalla scomparsa del dottor Odoardo Toti, il ricordo del farmacista, archeologo, storico e naturalista continua a intrecciarsi con la storia più profonda di Civitavecchia e del comprensorio collinare. Figura centrale della vita culturale cittadina e punto di riferimento anche per Allumiere, che nel 1965 gli conferì la cittadinanza onoraria, Toti resta una presenza viva nel patrimonio storico e civile del territorio. Proprio ieri, nel Palazzo Camerale di Allumiere, sede del museo civico da lui fondato, si è svolto un convegno dedicato ai duecento anni della nascita del Comune di Allumiere, istituito nel 1826. Un appuntamento che ha rappresentato non soltanto un momento di approfondimento storico, ma anche l’occasione per ricordare il lavoro di ricerca e valorizzazione portato avanti da Toti negli anni. Dopo l’intervento di don Augusto Baldini, l’attenzione si è spostata sulla figura del marchese Vincenzo Calabrini, promotore della nascita del Comune collinare. Un personaggio che proprio Odoardo Toti contribuì a riportare al centro della memoria collettiva attraverso il volume pubblicato nel 2015, “Vincenzo Calabrini mercante di campagna, protettore degli Allumieristi”. Nel libro emerge il ritratto di un protagonista della vita economica e sociale del territorio. Se da un lato viene raccontato il ruolo di Calabrini come mercante di campagna e figura influente nella Civitavecchia dell’epoca, dall’altro Toti, grazie a un accurato lavoro di ricerca nell’archivio storico di Allumiere, riuscì a mettere in evidenza il peso decisivo del marchese nello sviluppo del centro collinare, fino al raggiungimento della sua autonomia da Tolfa. Fu lo stesso Toti, all’epoca, a lanciare un appello all’amministrazione comunale affinché una via fosse intitolata a Vincenzo Calabrini, riconoscendone il ruolo di autentico padre fondatore della città. Una proposta che allora non trovò accoglimento ma che oggi, a distanza di anni, torna a essere considerata da molti un atto dovuto. Anche Civitavecchia, secondo diversi osservatori, dovrebbe colmare una dimenticanza storica nei confronti della famiglia Calabrini. Il marchese Vincenzo e la moglie Anna Maria contribuirono in modo significativo alla crescita economica e culturale della città. Il salotto di Casa Calabrini rappresentò uno dei principali punti d’incontro per viaggiatori e uomini di cultura che approdavano nello scalo civitavecchiese. E fu proprio Anna Maria Calabrini, rimasta vedova, insieme all’amico Benedetto Blasi, a sostenere la nascita di due istituzioni fondamentali per la città: il Teatro Traiano nel 1844 e la Cassa di Risparmio nel 1847. A testimoniare la statura del marchese restano anche le parole pubblicate nel necrologio apparso sulle romane Notizie del giorno del 14 febbraio 1833, che ne esaltavano l’impegno verso i più deboli e il ruolo di amministratore capace e disinteressato al servizio dello Stato. Il convegno di Allumiere ha così assunto un significato che va oltre la semplice ricorrenza storica: quello di un ideale passaggio di testimone tra due uomini che, in epoche diverse, hanno dedicato energie e passione alla crescita del territorio. Da una parte Vincenzo Calabrini, artefice dello sviluppo di una comunità; dall’altra Odoardo Toti, custode della memoria e interprete instancabile della storia locale. Due nomi diversi, un’unica eredità per Civitavecchia.
Civitavecchia ricorda Odoardo Toti: un omaggio tra memoria, cultura e storia del territorio







