Sono stati recuperati i primi due dei quattro corpi dei sub italiani individuati ieri in una grotta sottomarina alla Maldive, morti giovedì scorso durante un’immersione. I corpi sono di Federico Gualtieri e di Monica Montefalcone, confermano all’Adnkronos fonti legali, e sono stati trasferiti a Malé. Il recupero degli altri due connazionali – Muriel Oddenino e Giorgia Sommacal – avverrà domani, come anticipato nelle scorse ore. Il primo corpo, quello di Gianluca Benedetti, era stato già recuperato. A seguito della notizia del ritrovamento e recupero del corpo di Federico Gualtieri “i genitori, pur nella grande angoscia che li avvolge, trovano finalmente un primo momento di sollievo perché ora avranno almeno un corpo su cui piangere”, dice l’avvocato Antonello Riccio che, insieme al collega Gianluigi Dell’Acqua, assiste la famiglia Gualtieri. “Con loro e con il collega Gianluigi Dell’Acqua – prosegue l’avvocato Riccio – desidero esprimere un sincero ringraziamento tanto alle unità di soccorso maldiviane che hanno pagato a caro prezzo la loro disponibilità, quanto al team di esperti intervenuto, quanto ai nostri diplomatici che, tutti, hanno collaborato fattivamente per il raggiungimento di questo risultato. Ora speriamo che si possa cominciare a fare un po’ di chiarezza sulle cause di questa immane tragedia”. Si procede per omicidio colposo nel fascicolo avviato dalla procura di Roma in relazione alla morte dei cinque italiani. I pm della capitale una volta che i corpi saranno recuperati e riportati in Italia conferiranno gli incarichi per le autopsie e affideranno una delega di indagine per compiere tutti gli accertamenti necessari a stabilire le cause dei decessi avvenuti durante l’esplorazione di alcune grotte a 60 metri di profondità. La delega riguarderà anche l’ascolto dei connazionali che erano a bordo della safari boat ‘Duke of York’. “Dopo l’individuazione delle 4 vittime nel sistema di cavità sommerse di Dhekunu Kandu, le prossime operazioni di recupero saranno condotte per fasi successive, con finestre operative limitate e un’impostazione estremamente prudente, alla luce dell’elevata complessità dell’ambiente subacqueo”, ha riferito ieri in una nota Dan Europe, organizzazione medica e scientifica internazionale no-profit fondata nel 1983 e attiva nella sicurezza subacquea, nella gestione delle emergenze, nella ricerca e nell’assistenza ai subacquei a livello internazionale. “L’operazione – sottolineano – prosegue in stretto coordinamento con la Maldives National Defence Force (Mndf), il cui contributo operativo e logistico resta essenziale in tutte le fasi della missione, insieme all’apporto di sub maldiviani esperti che conoscono il contesto locale e supportano il dispositivo di recupero. Il contesto operativo è quello di una grotta marina profonda, con ingresso tra 55 e 60 metri, passaggi stretti, cunicoli e forte rischio di sollevamento del sedimento, condizione che può azzerare la visibilità e imporre l’interruzione immediata della missione”. “Per le immersioni – concludono – vengono impiegate attrezzature tecniche avanzate, tra cui rebreather a circuito chiuso, che consentono di riciclare i gas respiratori, potenti scooter subacquei (Dpv) e configurazioni di supporto vitale ridondanti. In superficie è stato predisposto un articolato supporto logistico e medico, comprensivo di una barca-ambulanza e della presenza costante di un medico iperbarico”.
Maldive, recuperati i primi due corpi: sono di Federico Gualtieri e Monica Montefalcone







