mercoledì, Maggio 20, 2026

Anzio, sgominata banda dei furti in casa: tre denunciati dalla Polizia, sequestrate targhe clonate e auto camuffate

Tre persone, due uomini e una donna, sono state denunciate in stato di libertà dalla Polizia di Stato perché gravemente indiziate, allo stato degli accertamenti, di essere coinvolte in una serie di furti in abitazione consumati e tentati nelle scorse settimane tra Anzio, Nettuno e Grottaferrata. L’indagine ha portato alla luce un presunto sistema organizzato e sofisticato, basato su auto con targhe clonate e veicoli modificati nell’aspetto per sfuggire ai controlli. L’attività investigativa è partita da alcune segnalazioni giunte alla Sala Operativa della Polizia riguardanti un’Alfa Romeo Stelvio notata nei pressi di abitazioni finite nel mirino dei ladri. A insospettire gli investigatori era stata soprattutto la targa del mezzo, risultata presumibilmente clonata. Gli accertamenti hanno fatto emergere un dettaglio ancor più inquietante: la targa riprodotta sarebbe stata identica a quella assegnata a un veicolo di servizio della Polizia di Stato in uso presso l’autoparco di Roma. A riconoscere il mezzo è stato un poliziotto libero dal servizio, in forza proprio all’ufficio cui l’auto originale risultava assegnata. Da quel momento è scattata l’operazione condotta dalle Volanti del Commissariato di Aprilia, con il supporto della Questura di Latina e del Commissariato di Cisterna di Latina. Gli agenti sono riusciti a individuare il veicolo sospetto all’interno di una proprietà privata ad Aprilia e a intercettare poco distante due degli indagati a bordo di un’altra automobile. Nel corso delle perquisizioni, i poliziotti hanno sequestrato diverso materiale ritenuto di interesse investigativo: targhe clonate, ricetrasmittenti portatili, passamontagna, guanti, spray urticante, utensili da scasso, pellicole adesive utilizzate per alterare il colore dei veicoli e una pistola a salve. Un vero e proprio kit che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato utilizzato per mettere a segno i colpi e rendere più difficile l’identificazione del gruppo. L’Alfa Romeo Stelvio utilizzata dai presunti responsabili è stata sequestrata e sarà sottoposta a ulteriori accertamenti tecnici. Gli investigatori hanno inoltre ricostruito il possibile coinvolgimento di uno degli indagati in un precedente episodio avvenuto a Castel Gandolfo, quando il comandante della locale stazione dei carabinieri era stato aggredito con spray urticante nel tentativo di fermare un sospetto. L’uomo è stato successivamente riconosciuto dal militare e denunciato anche per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Le indagini proseguono per verificare eventuali collegamenti con altri episodi avvenuti tra le province di Roma e Latina, anche attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza e dei sistemi di lettura targhe. Non si esclude che il gruppo possa essere coinvolto in ulteriori furti messi a segno con modalità analoghe sul territorio.

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