Uno dei punti centrali della vicenda riguarda l’adeguamento della struttura ai requisiti regionali previsti per le case di riposo, elemento che avrebbe avuto un peso significativo nel procedimento sfociato nella revoca dell’autorizzazione al funzionamento. Secondo quanto evidenziato dal Consorzio socio-sanitario Pomezia-Ardea, la struttura non avrebbe rispettato gli standard minimi fissati dalla normativa regionale in relazione alle dimensioni delle camere e al numero massimo di ospiti consentiti per stanza. Tra gli aspetti contestati figura inoltre il mancato adeguamento ai requisiti in deroga previsti dalla Regione Lazio, ritenuti necessari per garantire il mantenimento dei parametri richiesti. Nel quadro delle criticità rilevate emergono anche lavori non completati per l’eliminazione delle barriere architettoniche, interventi considerati fondamentali in una struttura destinata all’accoglienza di persone anziane, oltre a problematiche legate alla documentazione antincendio. In particolare, secondo quanto riportato negli atti, in una prima fase sarebbe mancato il rinnovo periodico delle certificazioni richieste. La società che gestisce la casa di riposo, dopo le diffide ricevute nel corso del 2024 e del 2025, avrebbe però comunicato di aver avviato una serie di interventi correttivi finalizzati a superare le criticità evidenziate durante le verifiche ispettive. Un percorso di adeguamento che si inserisce in una vicenda amministrativa ancora aperta e destinata a conoscere ulteriori sviluppi.







