mercoledì, Maggio 20, 2026

Maxi confisca da 5 milioni a imprenditore accusato di usura ed estorsioni

La Guardia di Finanza di Frosinone ha eseguito la confisca definitiva di beni per quasi 5 milioni di euro riconducibili a un imprenditore attivo a Cassino nei settori del commercio di prodotti ittici e della ristorazione, al termine di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica locale. Il provvedimento rappresenta l’epilogo di un’indagine che ha già portato, nel 2023, all’applicazione degli arresti domiciliari nei confronti dell’uomo, accusato di usura, estorsione ed esercizio abusivo dell’attività creditizia, oltre al sequestro preventivo di un ingente patrimonio immobiliare e finanziario. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’imprenditore avrebbe portato avanti per oltre dodici anni un sistema di prestiti a tassi usurari e condotte estorsive ai danni di numerose vittime, in prevalenza titolari di attività commerciali in difficoltà economica, aggravate prima dalla pandemia e successivamente dalla crisi energetica. Le indagini avrebbero inoltre evidenziato l’utilizzo di una rete di intestazioni fittizie a familiari e prestanome, attraverso cui sarebbero stati schermati beni e disponibilità economiche. Gli accertamenti patrimoniali hanno coinvolto anche il nucleo familiare dell’indagato, incluso il coniuge da cui risultava  formalmente separato, la figlia e diverse società a loro riconducibili. È emersa una significativa sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio accumulato, elemento alla base delle misure di prevenzione. Nel febbraio 2024 il Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione – aveva già disposto il sequestro dell’intero patrimonio, successivamente confermato dalla Corte di Cassazione. La confisca definitiva riguarda nove locali commerciali, otto appartamenti, sei tra garage e depositi, cinque terreni, due autovetture, oltre a quote societarie per più di 2,5 milioni di euro e disponibilità finanziarie per circa 345mila euro. Per l’imprenditore è stata inoltre confermata la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di tre anni.

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