venerdì, Maggio 29, 2026

Anzio, scoperti 11 lavoratori in nero in un ristorante: proposta la sospensione dell’attività

In cucina, in sala e ai lavapiatti, tutti impiegati senza regolare contratto e pagati esclusivamente in contanti. È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza della compagnia di Nettuno durante un controllo effettuato in un ristorante di Anzio a ridosso del fine settimana, facendo emergere una situazione di diffusa irregolarità lavorativa all’interno dell’attività commerciale. Secondo quanto accertato dalle fiamme gialle, tutti i lavoratori presenti nel locale – ad eccezione del titolare e della moglie – risultavano privi di regolare assunzione. Gli addetti venivano impiegati nelle diverse mansioni necessarie al funzionamento del ristorante, tra cucina e servizio ai tavoli, percependo una paga giornaliera compresa tra i 40 e i 50 euro, che arrivava fino a 80-90 euro in caso di doppio turno. I compensi sarebbero stati corrisposti esclusivamente in contanti, in violazione delle normative che impongono l’utilizzo di sistemi di pagamento tracciabili per i rapporti di lavoro. Durante il controllo i finanzieri hanno identificato undici lavoratori irregolari di diverse nazionalità: tre cittadini indiani, due italiani, due bulgari, un romeno, un moldavo, un egiziano, un ucraino e un marocchino. Tutti erano impegnati nelle attività quotidiane del locale come camerieri, cuochi e lavapiatti. Alla luce delle gravi violazioni riscontrate, la Guardia di Finanza ha trasmesso all’Ispettorato del Lavoro la proposta di sospensione dell’attività imprenditoriale. Il quadro emerso comporterà inoltre pesanti sanzioni amministrative: la normativa prevede infatti una multa minima di 1.950 euro per ciascun lavoratore impiegato “in nero”, oltre a ulteriori sanzioni pari a mille euro per ogni mese in cui sarebbero stati effettuati pagamenti non tracciati. L’operazione rientra nei controlli intensificati sul territorio per contrastare il lavoro sommerso e verificare il rispetto delle norme in materia di tutela dei lavoratori e regolarità contributiva, soprattutto nei settori della ristorazione e del turismo, particolarmente esposti al fenomeno del lavoro irregolare durante la stagione estiva.

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