domenica, Giugno 7, 2026

Guerra Iran Usa, missile iraniano contro una base statunitense in Kuwait, 5 americani leggermente feriti

Un attacco missilistico balistico iraniano contro una base aerea kuwaitiana ha causato lievi ferite a diversi americani e ha gravemente danneggiato due droni statunitensi MQ-9 Reaper: lo scrive Iran International, che cita Bloomberg. La fonte di Bloomberg ha affermato che la difesa aerea kuwaitiana ha intercettato il missile Fateh-110, ma i detriti caduti hanno colpito la base aerea di Ali Al Salem. Circa cinque persone, tra cui contractor e personale militare in servizio attivo, hanno riportato lievi ferite.  “Trump stringerà un accordo soltanto se questo sarà vantaggioso per gli Usa e rispetterà le sue linee rosse: l’Iran non potrà mai possedere un’arma nucleare”, fa sapere la Casa Bianca dopo una lunga riunione nella situation room. Washington parla intanto di colloqui militari diretti “costruttivi” tra Israele e Libano al Pentagono. Secondo il New York Times la riunione nella Situation Room che  era stata annunciata dal presidente Usa è durata circa due ore ma non ha  portato a nessuna decisione definitiva. “Lo scambio di messaggi tra  Iran e Stati Uniti è ancora in corso e l’intesa non è stata ancora  finalizzata” ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri  iraniano, Ismail Baghaei. Intanto, l’Idf avanza in Libano, le truppe hanno attraversato il fiume Litani e conquistato le alture. “La riunione nella Situation Room si è conclusa ed è durata circa due ore. Il presidente Trump stringerà un accordo soltanto se questo sarà vantaggioso per l’America e rispetterà le sue linee rosse. L’Iran non potrà mai possedere un’arma nucleare”. Lo scrive in un post su X Alayana Treene, corrispondente della Cnn dalla Casa Bianca, citando un funzionario della presidenza,  secondo cui non c’è “ancora nessuna notizia in merito alla sua promessa decisione definitiva” sui negoziati con l’Iran. I falchi iraniani stanno cercando di far fallire un potenziale accordo con gli Stati Uniti. Lo scrive il New York Times.  La fazione intransigente, un gruppo marginale ma influente con membri in Parlamento e un seggio nel Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, si è apertamente opposta a qualsiasi concessione a Washington, utilizzando manifestazioni, media statali e dichiarazioni private e pubbliche come strumenti per cercare di far fallire l’accordo, scrive il New York Times. La televisione di stato, controllata da un direttore ultraconservatore, ha amplificato le divisioni nel paese e ha dipinto i negoziati come un fallimento, aggiunge il quotidiano Usa. Lunedi’, il presidente Masoud Pezeshkian ha rimproverato la televisione di stato durante un incontro con i suoi alti dirigenti, esortandoli a evitare di seminare discordia. Pezeshkian ha affermato che persino l’ayatollah Ali Khamenei, l’ex guida suprema ucciso il primo giorno di guerra, “era d’accordo sul fatto che dovessimo sederci al tavolo delle trattative”. Secondo analisti vicini al governo iraniano, la fazione intransigente rappresenta una posizione minoritaria, sia tra la popolazione che tra i funzionari. Tuttavia, ignorarla rischierebbe di alienare quella parte di popolazione che piu’ fdelemente ha mostrato sostegno alla Repubblica islamica durante i periodi di sconvolgimenti politici e sociali. Gli Usa sono “più che capaci” di riprendere la guerra contro l’Iran. Nell’incertezza dell’esito delle trattative in corso per chiudere il conflitto con Teheran, il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha assicurato che gli Stati Uniti “sono impegnati a impedire all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare”, parlando allo Shangri-La Dialogue di Singapore. Hegseth ha aggiunto che Washington rimane fedele alle proprie priorità in materia di sicurezza internazionale, affermando esplicitamente che “abbiamo ancora obblighi globali per garantire che, per esempio, l’Iran non si doti di un’arma nucleare”. Nella sessione di domande e risposte il segretario alla Difesa Usa ha detto che qualsiasi accordo di pace con l’Iran “sarà un buon accordo”, aggiungendo di aver “avuto l’opportunità di parlare con il presidente Trump questa mattina. Voleva che ribadissi quanto sia paziente nell’assicurare che, con l’America impegnata in un’impresa storica di questo genere, qualsiasi accordo debba essere un buon accordo, un grande accordo”, ha osservato il capo del Pentagono. Il presidente Donald Trump “è paziente nella ricerca di un accordo importante con l’Iran”. Lo ha detto il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth dopo che il presidente Usa ha tenuto un incontro alla Casa Bianca con il suo team di sicurezza per prendere una “decisione definitiva” sulla guerra, conclusasi senza una decisione. “Ho avuto l’opportunità di parlare con il Presidente Trump stamattina, e mi ha chiesto di ribadire quanto sia paziente”, ha affermato Hegseth durante il suo intervento allo Shangri-La Dialogue di Singapore, il più importante forum annuale sulla sicurezza in Asia.

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