domenica, Maggio 31, 2026

Drone colpisce centrale nucleare di Zaporizhzhia, Mosca: “raid mirato” ucraino. Kiev smentisce

Rosatom, l’agenzia russa per l’energia atomica, ha dichiarato che un drone ucraino ha colpito la centrale nucleare di Zaporizhzhia, controllata dalla Russia e la più grande d’Europa, senza causare danni alle attrezzature principali, ma lasciando un buco nella parete di una sala macchine. Scrive il direttore generale Alexei Likhachev: “Nel pomeriggio di oggi, un drone da combattimento kamikaze ucraino ha colpito l’edificio della sala macchine dell’unità di produzione n. 6, provocando una successiva detonazione. A seguito dell’esplosione, le attrezzature principali non hanno subito danni, ma nella parete della sala macchine si è formato un buco. Colpisce il fatto che il drone fosse guidato tramite fibra ottica. Ciò esclude completamente l’ipotesi di un presunto colpo accidentale”. Le forze armate di Kiev hanno smentito in un comunicato la denuncia di Mosca secondo cui un drone ucraino avrebbe colpito l’edificio di una turbina della centrale nucleare di Zaporizhzhia. “Le notizie diffuse dai mezzi d’informazione dell’occupazione riguardo a un presunto attacco delle Forze di Difesa dell’Ucraina contro strutture della centrale nucleare di Zaporizhzhia costituiscono un ulteriore tentativo di screditare l’Ucraina e di nascondere le proprie azioni criminali”, afferma la nota, ripresa dai media ucraini.
“Le Forze di Difesa dell’Ucraina non hanno colpito il reattore n. 6 della centrale nucleare di Zaporizhzhia”, aggiunge il comunicato, secondo cui “i militari ucraini agiscono esclusivamente nel rispetto delle norme del diritto internazionale umanitario”. “A Kiev e in diverse regioni dell’Ucraina è stato dichiarato lo stato di allerta aerea a causa della minaccia di utilizzo di armi balistiche da parte delle truppe russe”. Lo annuncia l’Aeronautica militare ucraina, scrive l’Ukrainska Pravda. Le autorità esortano i cittadini a recarsi immediatamente nei rifugi più vicini e a rimanervi fino a quando il pericolo no nsarà cessato. Il presidente polacco Karol  Nawrocki ancora contro l’ingresso dell’Ucraina nella Ue, con l’accusa  a Kiev di “glorificare banditi e assassini” dopo la risepoltura in  patria di Andri Melnik, storico leader dell’Organizzazione dei  nazionalisti ucraini (Oun). “Purtroppo – ha denunciato – il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dimostrato che l’Ucraina ha una mentalità che glorifica i banditi e gli assassini dell’esercito  insurrezionale ucraino (ala militare dell’Oun, ndr) e non è pronta a  far parte della famiglia europea”. Per Nawrocki, “non c’è posto nella famiglia europea per banditi e assassini che hanno ucciso donne e  bambini, che hanno assassinato polacchi”. Zelensky ha presieduto lunedì scorso la cerimonia di nuova sepoltura  di Melnik, collaboratore della Germania nazista, una settimana dopo  che i suoi resti mortali, insieme a quelli di sua moglie, Sofia, sono  stati trasferiti dal Lussemburgo. Melnik apparteneva all’Oun,  formazione politica fascista, elogiata da settori ucraini per la sua  resistenza contro il dominio sovietico e l’occupazione polacca, ma  anche nota per la sua collaborazione con la Germania nazista durante  diverse fasi della Seconda Guerra Mondiale. Accusato di aver  partecipato ai massacri di ebrei e polacchi durante quel periodo,  Melnik finì per essere ripudiato dagli stessi nazisti, che si  opponevano al riconoscimento di uno stato ucraino indipendente e lo  internarono per diversi mesi in un campo di concentramento nel 1944. “La Nato ha individuato e tracciato il drone russo” che ha colpito la Romania ieri, “ma questo è entrato nello spazio aereo rumeno solo pochi minuti prima di colpire il condominio di Galati. Si tratta di un velivolo che viaggiava a quasi 200 km/h sopra un’area popolata a meno di 15 km dal confine”. Lo riferisce un alto ufficiale militare della Nato, citato dall’agenzia Ansa. Il funzionario “conferma che ieri, dopo l’incidente, l’Alleanza ha fatto volare un aereo Nato E-3A per l’allerta precoce aviotrasportata al fine di migliorare la consapevolezza del dominio aereo”, oltre a due F-16 romeni che sono stati fatti decollare in allarme. La Nato “sta valutando quali ulteriori misure si possano adottare per ottimizzare la rete di sensori e sistemi d’arma della Romania e della Nati al fine di neutralizzare in sicurezza tali minacce – precisa la fonte -. Un modo per farlo è quello di porre il sistema anti-drone merops in Romania sotto il comando e controllo della Nato, progetto su cui stiamo collaborando con il paese”, spiega. “Un altro modo è che la Romania e gli altri Alleati continuino ad acquisire maggiori capacità nell’ambito dell’Iniziativa di deterrenza del fianco orientale, che integra rilevamento, supporto decisionale ed effetti di precisione in un concetto di difesa in profondità resiliente”. “Guardando al mese prossimo, gli Alleati avranno anche l’opportunità, durante una conferenza sull’approvvigionamento delle forze presso il Comando Supremo delle Forze Alleate in Europa, di individuare ulteriori forze e capacità difensive per la Sentinella Orientale, che la continua imprudenza della Russia richiede”, conclude.

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