Nel territorio di Ardea e nei comuni limitrofi dei Castelli Romani e dell’area sud di Roma, le ordinanze emesse dai sindaci in materia di utilizzo dell’acqua potabile non sono più semplici inviti al risparmio ma veri e propri divieti, con misure stringenti che vietano l’irrigazione di orti, giardini e prati privati, il riempimento di piscine, il lavaggio di auto e moto, l’uso ludico dell’acqua e ogni impiego non strettamente domestico, igienico-sanitario o produttivo autorizzato, prevedendo sanzioni che possono arrivare fino a 500 euro per i trasgressori; in alcuni casi, come a Ciampino, le disposizioni includono anche controlli a campione effettuati congiuntamente da Acea, Polizia Locale e Forze dell’ordine, mentre a Grottaferrata il Commissario prefettizio ha evidenziato come, pur in assenza di interruzioni attuali del servizio, resti concreta la vulnerabilità delle fonti idriche del territorio; il quadro complessivo conferma una situazione ormai strutturale più che stagionale, in cui la gestione dell’acqua non è legata solo ai mesi estivi ma a una condizione di pressione costante sulle risorse idriche, con un sistema di restrizioni che si ripete in maniera sistematica da anni, almeno dal 2012, quando già venivano emanate ordinanze su sollecitazione di Acea, mentre dal 2017 il ricorso a divieti e misure emergenziali è diventato ricorrente e ciclico, segnando una progressiva normalizzazione della crisi e trasformando le restrizioni in uno strumento stabile di gestione del servizio idrico sul territorio.







