Sarah e Alysia, vestite di blu e di nero, ai piedi hanno scarpe da ginnastica bianche. Si muovono tra i tavolini di un bar. È l’ultima immagine che lasciano prima di sparire nel nulla le due sorelle di 12 e 16 anni, originarie di Minturno e scomparse ormai da oltre una settimana dalla casa famiglia di Civitella Alfedena in cui vivevano da un anno, in provincia dell’Aquila. Sono le 21.26 di sabato 6 giugno, poche ore dopo di loro si perde ogni traccia.
Ed è l’ipotesi della fuga volontaria, forse con l’aiuto di terzi, a prendere sempre più corpo in queste ore, avvalorata dal fatto che le ragazze avrebbero portato con sé vestiti, trucchi ed effetti personali, ma anche dall’isolamento della zona, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, e dall’assenza di collegamenti pubblici nella giornata di domenica, quella in cui sono sparite. Ieri i carabinieri hanno di nuovo ascoltato il fidanzato della più grande delle due. Nella casa famiglia ci sarebbe stato anche un sistema di comunicazione in codice per comunicare con l’esterno. La procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per abbandono di minore. Vi sarebbero iscritti come indagati i responsabili della struttura che ospitava le due sorelle, anche alla luce della querela presentata dal padre delle ragazze per una mancata vigilanza sulla sicurezza di Sarah e Alisya. “Da parte nostra massima serietà e correttezza”, assicura Maurizio Volpini, presidente della società che gestisce la casa famiglia. Le ricerche continuano nel territorio del parco e nelle zone circostanti Civitella Alfedena, ma anche nel lago di Barrea e nell’area di Minturno, zona di origine della famiglia.
Sarah e Alysia, in un video le ultime ore prima della sparizione. Ricerche senza sosta







