Il Regno Unito fornirà uranio arricchito all’Ucraina per le sue centrali nucleari e imporrà nuove sanzioni alla Russia. Lo ha annunciato il Primo Ministro britannico Keir Starmer in vista della sessione del vertice del G7 di domani dedicata al conflitto in Ucraina. Condannando i “barbari attacchi” della Russia in Ucraina, Londra intende “intensificare gli sforzi” “tagliando le risorse che alimentano la guerra di Putin e fornendo energia all’Ucraina per i prossimi inverni”, ha dichiarato Starmer in un comunicato stampa diffuso in serata. Prosegue oggi a Evian il G7. Macron conferma il piano per una missione navale europea nello Stretto di Hormuz. Cia scettica sulle intenzioni dell’Iran sul nucleare, secondo i media Usa. “Ora ci concentreremo sull’Ucraina”, dice Trump dopo l’annuncio dell’accordo con Teheran la cui firma è attesa venerdì a Ginevra. Ieri colpita a Kiev la Cattedrale della Dormizione, patrimonio Unesco. Mosca nega ogni responsabilità, parlando di “un Patriot scaduto”. Zelensky rivela di avere proposto a Trump un incontro con Putin negli Usa. Nuovi sforzi diplomatici da parte di Kiev per porre fine al conflitto. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha annunciato su X di aver discusso con il presidente statunitense Donald Trump la possibilità di organizzare un incontro con Vladimir Putin negli Stati Uniti, definendolo un formato che per il leader del Cremlino “sarebbe molto più difficile rifiutare”. Zelensky ha ricordato come la Russia abbia già respinto precedenti proposte di confronto, tra cui un possibile incontro a margine del G7 sollevato con Stati Uniti e Francia. “Abbiamo offerto a Putin la possibilità di incontrarci ovunque si potessero prendere decisioni concrete per porre fine alla guerra. Non ha accettato”, ha spiegato il presidente ucraino, avvertendo che, in caso di un ulteriore rifiuto russo anche a questa nuova opzione, “saranno necessarie ulteriori pressioni”. Svolta nelle strategie di arruolamento in Ucraina. Per rispondere alla crisi degli organici nel quinto anno di guerra contro la Russia, l’esercito ucraino offre da oggi nuovi contratti a tempo determinato con una data di congedo garantita. L’annuncio è stato dato su Telegram dal ministro della Trasformazione Digitale, Mykhailo Fedorov, il quale ha spiegato che i civili, i mobilitati e i militari già in servizio potranno firmare contratti di 6, 10 o 14 mesi per la prima linea, e di 24 mesi per le altre posizioni, superando così i precedenti vincoli a tempo indeterminato. La riforma, voluta dal presidente Volodymyr Zelensky per incentivare il volontariato rispetto alla contestata mobilitazione obbligatoria, introduce anche un forte aumento delle retribuzioni. Il salario minimo per i non combattenti sale a 30.000 hryvnie (circa 580 euro), mentre per chi combatte al fronte lo stipendio mensile, grazie alle indennità, potrà toccare le 460.000 hryvnie (circa 8.840 euro). Al termine del servizio è inoltre garantito un periodo di smobilitazione di almeno sei mesi. Parallelamente, il Ministero della Difesa ha annunciato un sistema temporaneo per favorire il rientro accelerato dei disertori attraverso incentivi economici. Il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, è tornato a proporre un tavolo negoziale diretto a tre con i leader di Russia e Ucraina per porre fine alle ostilità. “Dobbiamo superare questo conflitto, sederci al tavolo delle trattative, noi tre — Lukashenko, Putin e Zelensky — e concordare come affrontarne le conseguenze”, ha dichiarato in un’intervista ad Al Arabiya, sottolineando che la proposta è tuttora valida e che è necessario sfruttare ogni iniziativa utile per raggiungere un compromesso. Lukashenko ha poi rivolto una critica al presidente ucraino, affermando che se lo avesse ascoltato fin dai primi giorni del 2022, oggi non si discuterebbe della perdita di ulteriori territori nel Donbass. Il leader bielorusso ha quindi invitato Zelensky a “calmarsi” e a interrompere le provocazioni verso Minsk. Infine, Lukashenko ha espresso il proprio sostegno alla linea del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui spetta ai Paesi europei assumersi la responsabilità di trovare autonomamente una soluzione per fermare il conflitto.
Starmer, uranio per le centrali a Kiev e nuove sanzioni. L’Ue apre percorso di adesione dell’Ucraina







